29 Apr, 2026 - 11:55

Russia pronta alla guerra con la NATO? C'è un dossier riservato che gela l’Europa

Russia pronta alla guerra con la NATO? C'è un dossier riservato che gela l’Europa

Secondo l'intelligence militare dei Paesi Bassi (Mivd), la Russia si starebbe preparando ad un possibile conflitto con la NATO entro un anno dalla fine della guerra in Ucraina.

E' quanto emerge da un report stilato dagli 007 olandesi, rilanciato in questi giorni dal sito britannico Daily Mail, in cui la Russia viene definita "la minaccia più grande e diretta" per l'Europa.

Il timore di un coinvolgimento della NATO in un conflitto con la Russia, o più in generale di un' escalation delle tensioni attuali ai confini orientali dell'Europa, è condiviso dalle cancellerie di mezza Europa, Italia compresa.

Questa mattina - mercoledì 29 aprile - in un intervista rilasciata al quotidiano "Il Foglio", il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ribadito nuovamente la necessità di investire nel settore della difesa per salvaguardare la sicurezza nazionale.

Le democrazie scandinave temono di essere - quanto meno per vicinanza - i possibili bersagli della strategia militare russa. Nei giorni scorsi il capo di Stato maggiore della difesa della Svezia, il generale Michael Claesson, aveva avvertito che la Russia potrebbe occupare un isola nel Baltico per testare la reazione della Nato. 

Insomma, in Europa cresce il timore del possibile scoppio di un conflitto tra Nato e Russia che riguarderebbe inevitabilmente tutte le democrazie europee ed occidentali.

Uno scenario reso ancora più inquietante dalle minacce del presidente americano Donald Trump di abbandonare gli alleati europei. 

Guerra Russia NATO: cosa dice il report degli 007 olandesi?

Secondo il rapporto del Mivd, ripreso dal sito Daily Mail, esisterebbero fondate probabilità che la Russia si stia preparando per un futuro conflitto con la Nato.

Conflitto che il governo russo sarebbe pronto a scatenare entro un anno dalla fine delle ostilità in Ucraina, giunte ormai al quarto anno consecutivo.

Secondo gli 007 olandesi, infatti, sarebbe "altamente improbabile" che la Russia apra un nuovo fronte finché è ancora impegnata militarmente in Ucraina. Nel rapporto, tuttavia, si sottolinea come la Russia - forte dei legami sempre più stretti con la Cina - stia acquisendo crescente fiducia e capacità.

Il direttore del Mivd, il vice ammiraglio Peter Reesink, ha descritto le operazioni informatiche cinesi come "molto avanzate e organizzate in modo complesso", avvertendo che l'Europa resta vulnerabile e non sempre in grado di individuare tutte le minacce.

Il rapporto ripreso dal sito britannico evidenzia, inoltre, i rischi legati alla crescente cooperazione militare ed economica tra Mosca e Pechino.

Il Baltico come banco di prova: perché una mossa russa preoccupa la NATO

A lanciare un ulteriore allarme è stato nei giorni scorsi in un'intervista al Times, il generale Michael Claesson, capo di Stato maggiore della difesa della Svezia, secondo il quale la Russia potrebbe occupare un'isola nel Mar Baltico "in qualsiasi momento", al fine di testare l'integrità della Nato.

 Il generale ha spiegato che il suo Paese si sta preparando a tale eventualità.

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Credo sia importante sottolineare che dobbiamo stare all'erta e che dobbiamo scoraggiare la Russia da questo tipo di avventura attraverso la nostra presenza in aree interessanti nel Nord e naturalmente nel Mar Baltico,

ha detto il generale svedese nell'intervista.

Negli ultimi mesi la Nato ha intensificato le esercitazioni relative a sbarchi russi su alcune delle isole più grandi e strategicamente utili dell'area, come Gotland in Svezia, Bornholm in Danimarca o Hiiumaa e Saaremaa in Estonia.

Tuttavia, Claesson ha evidenziato che ci sono circa 400.000 isole nel Mar Baltico, quindi il Cremlino ha l'imbarazzo della scelta. 

Nel mentre, anche Stoccolma ha intensificato l'attenzione che dedica alle operazioni marittime: nelle ultime sei settimane la guardia costiera svedese ha abbordato tre navi sospettate di appartenere alla flotta ombra russa. 

Il capo di Stato della Difesa svedese, infine, ha affermato anche che una fine del conflitto in Ucraina offrirebbe alla Russia la possibilità di riorganizzarsi e riallocare risorse sul fianco orientale della Nato, in vista di una potenziale operazione militare.

Spese militari e sicurezza: anche l’Italia accelera sulla difesa

Le tensioni geopolitiche sul fronte orientale preoccupano anche Palazzo Chigi.

In un'intervista pubblicato oggi sul Foglio, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, commentando le polemiche degli ultimi giorni in merito alle spese per la Difesa, ha affermato che queste ultime non sono in contrapposizione con le atre spese dello Stato.

Da tempo Crosetto insiste sulla necessità di rafforzare le misure per la sicurezza nazionale in un contesto geopolitico sempre più instabile e imprevedibile.

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Dire che le spese per la Difesa sono inutili e alternative ad altro è come dire che le fondamenta e il tetto non servono perché bastano i letti e gli armadi. I letti e gli armadi sono utilissimi ma non hanno senso senza un tetto. Chi ci dice che non serve, chi attacca la necessità di costruirla, lavora contro l’Italia, lavora contro il futuro dei nostri figli, lavora anche contro se stesso”. 

Dichiara il titolare della Difesa che poi aggiunge: 

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“Tra un anno o poco più, al massimo, non sarò più ministro della Difesa e altri gestiranno il problema che resterà uguale se non peggiore”.

Russia-NATO, tra allarmi e realtà: quanto è concreto il rischio di guerra

La Russia resta  secondo le intelligence europee - la minaccia più seria per la sicurezza dell'Europa, ma l’ipotesi di un conflitto imminente con la NATO appare, allo stato attuale, più uno scenario teorico che una prospettiva concreta.

Il rapporto dell’MIVD, rilanciato anche dal Daily Mail, parla apertamente di preparativi russi in vista di un possibile scontro dopo la guerra in Ucraina. Ma lo stesso documento precisa che Mosca difficilmente aprirebbe un nuovo fronte finché è ancora impegnata sul campo ucraino.

Negli ambienti della NATO e dell’intelligence americana prevale una lettura più prudente: la Russia viene considerata pericolosa, ma oggi limitata nelle sue capacità offensive su larga scala.

Più che un attacco diretto, il rischio ritenuto concreto è quello di una pressione crescente fatta di operazioni ibride, cyberattacchi e provocazioni lungo i confini orientali dell’Alleanza.
Più cauta, ma non meno significativa, è la posizione della Germania, che guarda a un possibile confronto con Mosca in un orizzonte di medio periodo, tra cinque e dieci anni. 

In questo quadro, a rendere il contesto più incerto contribuisce anche il dibattito politico negli Stati Uniti e le posizioni di Donald Trump sull’impegno americano nella difesa europea.

 

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