La notizia di oggi sul caso Minetti ha del clamoroso: la Presidenza della Repubblica ha inviato una lettera al Ministero della Giustizia per verificare se davvero sussistono gli elementi sui quali si è basata la grazia.
Secondo il Fatto Quotidiano, no. Nicole Minetti e i suoi legali hanno scritto fandonie nella loro richiesta: l'ex igienista dentale di Silvio Berlusconi condannata a 3 anni e 11 mesi per peculato e prostituzione non avrebbe affatto cambiato stile di vita.
Anzi, si sarebbe messa al servizio del suo compagno, l'imprenditore Giuseppe Cipriani, per fare ciò che l'ha caratterizzata ai tempi delle "cene eleganti" di Arcore: selezionare ragazze, anche minorenni, e indurle alla prostituzione.
In più, anche la storia del bambino malato che avrebbe avuto bisogno delle sue cure e che di fatto le ha evitato il carcere sarebbe stata, per il giornale diretto da Travaglio, del tutto alterata.
Fatto sta che Ministero della Giustizia, Procura generale di Milano e Quirinale, finora, si sono bevuti tutto e hanno lasciato in libertà l'ex consigliera regionale di Forza Italia.
Ora, però, Mattarella vuole vederci chiaro, ammettendo, in ogni caso, un incredibile vulnus all'interno della procedura che ha portato alla grazia Minetti lo scorso febbraio.
Travaglio ieri ha chiesto la revoca della grazia per Nicole Minetti. L'inchiesta condotta dal suo giornalista Thomas Mackinson ha smontato uno a uno i fattori che i suoi avvocati avevano messo al centro della domanda per farle evitare il carcere.
Minetti, per il Fatto Quotidiano, non ha né cambiato stile di vita né si è dedicata alla salute gravemente compromessa di un bambino.
Per questo, la notizia di oggi è di una lettera partita dal Quirinale alla volta del Ministero della Giustizia:
Quell'organo di stampa è il Fatto Quotidiano.
Anche oggi il giornale diretto da Marco Travaglio si è occupato del caso Minetti, ancora con l'autore dello scoop Thomas Mackinson, secondo il quale "Minetti ha fatto causa per avere il bambino che le è valso la grazia".
Come dire: gli elementi inquietanti di questa storia si moltiplicano ogni giorno di più.
ha scritto Mackinson. Ma il mistero è ancora più fitto:
Il giornalista del Fatto ha tenuto a precisare che "nulla, ufficialmente, collega questi fatti alla grazia che a febbraio ha cancellato le condanne a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato che Minetti avrebbe dovuto scontare ai servizi sociali. Ma più si scava, più le ragioni della grazia traballano. A partire da un presupposto: quel bambino che nell'istanza viene presentato come "abbandonato dalla nascita" senza legami familiari non lo era".
Per questo, quindi, si è mosso Mattarella: il Presidente della Repubblica è stato indotto a un errore che avrebbe del clamoroso?
Il Colle vuole chiarirlo quanto prima. Per questo ha chiesto al Ministero di via Arenula "di acquisire con urgenza tutte le informazioni necessarie a verificare la fondatezza di quanto riportato".