Ripensare ai ragazzi di Salò, il giorno dopo il 25 Aprile più divisivo di sempre, tanto da far dire al deputato Pd Filippo Sensi che gli è sembrato più un 8 settembre.
Sembra l'ennesima provocazione. Invece no, non è così per l'ex presidente della Camera Luciano Violante, oggi come trent'anni fa, quando, vale a dire, nel suo discorso di insediamento sullo scranno più alto di Montecitorio rivolse, lui uomo di sinistra, un pensiero ai ragazzi di Salò, ai repubblichini che decisero di sacrificarsi fino alle estreme conseguenze per difendere il regime fascista.
L'ex presidente della Camera ha avuto modo di spiegarlo al Corriere della Sera mentre, fatto che sembra emblematico, sul Giornale l'attuale presidente del Senato, l'ex missino Ignazio La Russa, ha tenuto a dire:
Nei giorni scorsi, inoltre, proprio come Violante, anche La Russa ha avuto un pensiero per i ragazzi di Salò.
Tornando a Luciano Violante, in ogni caso, a Tommaso Labate del Corriere della Sera che l'ha intervistato, ha confidato, a proposito del suo discorso d'insediamento nel quale citò i ragazzi di Salò, che "la cosa che mi stupisce è che se ne parli ancora oggi, a trent'anni di distanza. Segno che quel nodo non è stato ancora sciolto del tutto".
Labate poi gli ha chiesto chi lo ha ispirato per il passaggio sullo sforzo di capire i ragazzi di Salò:
E nel merito, Violante ha ricordato "la scelta di comprendere le ragioni dei vinti che aveva segnato l'approccio della sinistra nel primissimo Dopoguerra":
Luciano Violante, oggi 85enne, magistrato prima che politico di sinistra, è stato eletto per la prima volta in Parlamento nel 1979 tra le fila del Pci. Nel 1996, poi, venne eletto presidente della Camera. E nel suo discorso di insediamento, a proposito dei ragazzi di Salò, ebbe a dire:
All'epoca, Violante ha ricordato che fu applaudito da tutti.
Ma oggi, il giorno dopo uno dei 25 Aprile più difficili della storia?
Certo, però, i problemi non sono mancati. E Violante, rivolgendosi soprattutto alla sua parte politica, l'ha messa così: