Ogni anno di più, soprattutto con la destra al governo, si attende il 25 aprile per fare l'esame di antifascismo a chi incarna le istituzioni.
Quest'anno, il giro è iniziato con il presidente del Senato Ignazio La Russa, un must visto il suo passato missino e il busto di Mussolini che conserva in casa.
La seconda carica dello Stato festeggerà la Liberazione dell'Italia dal nazi-fascismo?
E se sì, come? Dove? E perché?
I cronisti che l'hanno intercettato questa mattina al Salone del Mobile di Milano già hanno rotto il ghiaccio.
Era il 2009 quando Silvio Berlusconi premier si sistemò al collo il fazzoletto tricolore e a Onna, luogo simbolo della Resistenza dove i nazisti trucidarono dei civili, esaltò la Liberazione dicendo che il 25 aprile era una festa di unità, libertà e democrazia, capace di superare le divisioni del passato.
Quelle parole erano sembrate il definitivo lasciapassare della destra italiana per i palazzi del potere.
Ma, in realtà, negli anni, nulla hanno potuto: puntualmente, si è ricaduti sempre nella stessa polemica: la destra non è degna di governare perché fascista.
È quello che sembrano aver sottinteso anche le domande che oggi i cronisti hanno rivolto a Ignazio La Russa dopo che il presidente del Senato ha dichiarato che l'allarme "rientrato ma giustificato" per l'approvazione definitiva del decreto Sicurezza non sarebbe stato d'impedimento per i festeggiamenti del 25 Aprile.
Così, puntuale anche quest'anno, è iniziata "l'interrogazione" per verificare il grado di antifascismo di chi incarna le istituzioni.
Il primo chiamato alla cattedra è stato Ignazio La Russa, tanto più che qualcuno lo vuole tra i futuri "quirinabili" quando, nel 2029, il parlamento sarà chiamato a scegliere il successore di Sergio Mattarella.
"Così lo può festeggiare", gli ha fatto presente un giornalista:
"Cosa?"
"Il 25 aprile!"
"E certo!"
"Così può scendere in piazza..."
Al che, la risposta è stata più articolata:
Ma ora non lo rifarebbe? "Sì, lo rifarei". Quest'anno? A quest'ultima domanda, La Russa ha voltato le spalle. Come dire: un po' di pathos, niente spoiler.