Continuano senza sosta le indagini sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne morto durante una rissa in piazza Felice a Massa, nella notte tra l'11 e il 12 aprile 2026.
La Procura ha disposto un accertamento tecnico sui telefoni dei cinque giovani indagati, con le difese che nomineranno dei consulenti di parte per partecipare alle operazioni. L'obiettivo degli inquirenti è di risalire alle responsabilità individuali dei giovani, mentre proseguono le analisi sulle immagini di videosorveglianza e delle testimonianze delle persone presenti.
Ad assistere alla scena c'erano anche la compagna di Bongiorni, Sara, e il figlio 11enne. Una vicenda che ha profondamente scosso non solo la comunità di Massa, ma l'intero Paese.
Gli inquirenti hanno disposto gli accertamenti sui cellulari dei cinque indagati – due maggiorenni e tre minorenni – con l’obiettivo di ricostruire eventuali comunicazioni avvenute dopo l'aggressione mortale.
Questa attività, che prevede anche una copia forense dei dispositivi, verrà effettuata lunedì 27 aprile a Roma. Secondo quanto emerso, sarebbe sotto esame anche il telefonino della fidanzata di uno dei giovani coinvolti, che era in piazza al momento dei fatti.
La Procura intende chiarire se, dopo essere fuggiti, abbiano scambiato messaggi che possano delineare le responsabilità individuali.
Il 27 aprile scadranno anche i termini per la richiesta di riesame delle misure cautelari nei confronti dei tre giovani che sono stati condotti in carcere. Ossia il 17enne italiano, ritenuto responsabile di omicidio volontario e rissa aggravata, e i due maggiorenni, entrambi di origini albanesi, Ionut Alexandru Miron di 23 anni e Eduard Alin Carutasu di 19 anni, accusati di concorso negli stessi reati. Gli altri due minorenni sono indagati a piede libero.
Secondo quanto emerso, nessuno dei legali presenterà istanza di riesame.
Si attendono intanto i risultati dell'autopsia sul corpo di Bongiorni. I primi accertamenti hanno confermato la morte per un'estesa emorragia cerebrale, ma resta ancora da chiarire se sia stata causata dalla caduta, da un calcio oppure da un pugno. Il medico legale ha trenta giorni di tempo per depositare la relazione conclusiva.
Il Gip del Tribunale di Massa ha evidenziato che i giovani avrebbero agito con "coscienza e volontà di cagionare la morte", senza mostrare pietà, nonostante le richieste di aiuto.
Le difese, invece, hanno parlato di una colluttazione degenerata, richiamando anche la presunta testata che Bongiorni avrebbe sferrato al 17enne, promessa della boxe, prima di essere colpito.