Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato, in un'intervista alla CNN, di come il conflitto in Iran stia riducendo l’attenzione internazionale sulla guerra in Ucraina, mettendo in guardia contro il rischio di rimandare i negoziati di pace. Il leader ucraino ha evidenziato le difficoltà che il suo paese sta affrontando in un contesto globale segnato dalla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Durante un'intervista alla CNN, Volodymyr Zelensky ha espresso preoccupazione per il fatto che l’attenzione internazionale sul Medio Oriente, e in particolare sulla guerra contro l'Iran, potrebbe influenzare i negoziati sull’Ucraina. Secondo Zelensky, un eventuale rinvio o sospensione dei colloqui sull’Ucraina fino alla fine del conflitto in Iran sarebbe un “rischio serio”.
Secondo il presidente ucraino, sebbene i colloqui tecnici con gli Stati Uniti proseguano, al momento non ci sarebbero le condizioni per un incontro politico di alto livello, proprio a causa dello scenario internazionale.
Zelensky ha inoltre evidenziato una complessità strategica legata alla gestione dei negoziati da parte degli Stati Uniti, osservando che la stessa squadra guidata dall’inviato speciale, Steve Witkoff, e dal genero di Trump, Jared Kushner, è coinvolta sia nei colloqui sull’Ucraina sia in quelli sull’Iran.
Il leader ucraino ha ribadito che la guerra in corso nel suo paese non può essere considerata secondaria, affermando:
Oltre al piano diplomatico, Zelensky ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze militari indirette della guerra contro l'Iran, che avrebbe contribuito a ridurre la disponibilità di armamenti essenziali per l’Ucraina.
In particolare, il presidente ucraino ha segnalato una carenza di missili antibalistici, attribuendola alla limitata capacità produttiva degli Stati Uniti.