Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha scritto al segretario generale delle Nazioni Unite, che a suo giudizio la missione Unifil in Libano "nelle attuali condizioni, non ha più senso".
A rivelarlo, ieri sera, è stato lo stesso titolare della Difesa in un'intervista al Tg1 commentando l'attacco subito dal contingente francese dell'Unifil nel sud del Libano, che ha causato la morte di un militare.
Si tratta solo dell'ultimo episodio, in ordine di tempo che ha visto protagonisti i pacekeeper dell'Onu e che in almeno due occasioni ha coinvolto anche i nostri caschi blu.
Con lo scoppio della crisi iraniana e l'offensiva israeliana contro Hezbollah, si sono moltiplicati i rischi per il contingente internazionale Unifil, da qui l'analisi del ministro della Difesa italiano sulla necessità di ripensare la missione.
La missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) è una forza di pace dell’ONU schierata in Libano meridionale dal 1978 per contribuire alla stabilità del confine con Israele e sostenere l’esercito libanese.
L’Italia è uno dei principali contribuenti di truppe con circa 1.200 militari (marina, esercito, aeronautica) attualmente schierati lungo la “Blue Line”, il confine de facto tra Israele e Libano.
L’uccisione del un casco blu francese ha riaperto il dibattito sulla missione UNIFIL e il ministro Crosetto parla di condizioni non più sostenibili.
Sono ancora in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell'attacco subito ieri - sabato 18 aprile - da un contingente dell'Unifil nell'area di Ghandouriyeh-Bint Jbeil nel corso del quale ha perso la vita un casco blu francese e altri tre sono stati gravemente feriti.
In un post su X la missione Unifil ha scritto che è stato "presumibilmente Hezbollah" ad aprire il fuoco oggi contro i Caschi Blu in Libano. Accusa smentita poco dopo dal gruppo terroristico dichiaratosi estraneo alla vicenda.
L'episodio di ieri, tuttavia, ha riportato nuovamente l'attenzione sui rischi del prosieguo della missione umanitaria internazionale nel sud del Paese.
Perplessità che il ministro della Difesa italiano Crosetto non ha esitato a esporre:
Ha spiegato Crosetto che poi ha continuato:
Dall'inizio di aprile - in concomitanza con l'intensificarsi dei raid israeliani nel Libano - il contingente italiano di stanza nel sud del Paese è stato al centro di due distinti incidenti che hanno coinvolto l'Idf, l'esercito israeliano.
Incidenti che non hanno causato feriti, ma che hanno spinto il governo italiano a prendere una posizione dura nei confronti del governo di Tel Aviv, e soprattutto a cominciare a valutare una riflessione sull'opportunità della missione di pace in un territorio in guerra.
Il primo incidente si è verificato lo scorso 8 aprile, quando un convoglio italiano è stato raggiunto da colpi di avvertimento esplosi dall'Idf nel corso di un controllo nel sud del Paese.
Non ci sono stati feriti, ma il mezzo su cui viaggiavano i nostri militari è stato danneggiato. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, convocò l'ambasciatore di Israele a Roma.
Il ministro Crosetto definì "inaccettabile che i militari italiani siano esposti a rischi dall'esercito israeliano".
Il secondo episodio pochi giorni dopo, il 12 aprile, tra un mezzo italiano e un carro armato dell'Idf, anche in quel caso non ci furono feriti.
Quanto accaduto ieri al contingente francese, quindi, riguarda molto da vicino l'Italia, dal momento che evidenzia - nonostante la tregua in corso - la presenza di rischi sempre crescenti per le forze di pace presenti nel territorio libanese.
Al governo francese sono arrivati i messaggi di vicinanza e di condanna del governo italiano. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scritto al Presidente Macron esprimendo "sgomento per morte militare francese".
Mattarella ha espresso vicinanza al lutto della Francia e ha definito "inammissibile" l'attacco "contro una missione fondamentale per la stabilità dell’area e presidio di affermazione del diritto umanitario internazionale".
Parole di condanna per quanto accaduto anche dal ministro Crosetto e dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Ha scritto su X Tajani.
L’Italia condanna l’uccisione del sergente capo paracadutista del genio francese Florian Montorio, vittima di un attacco contro le forze @UNIFIL_ in #Libano.
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) April 18, 2026
A nome del Governo e mio personale esprimo solidarietà e vicinanza alla Francia, alle sue forze armate e alla famiglia…