Una colonna di militari italiani dell'Unifil in Libano è stata sottoposta ad un controllo dell'Idf (l'esercito israeliano) e raggiunta da alcuni colpi di avvertimento che hanno danneggiato il veicolo senza fortunatamente provocare feriti.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha reso noto di aver convocato alla Farnesina l'ambasciatore israeliano a Roma per chiarire quanto accaduto oggi, mercoledì 8 aprile.
Vibrante anche la protesta del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha giudicato "inaccettabile che i militari italiani siano esposti a rischi dall'esercito israeliano".
La missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) è una forza di pace dell’ONU schierata in Libano meridionale dal 1978 per contribuire alla stabilità del confine con Israele e sostenere l’esercito libanese.
L’Italia è uno dei principali contribuenti di truppe a UNIFIL: circa 1.200 militari (marina, esercito, aeronautica) sono schierati nel Sud del Libano, soprattutto lungo la “Blue Line”, il confine de facto tra Israele e Libano.
I loro compiti consistono essenzialmente in assistenza alla popolazione civile, monitoraggio della zona cuscinetto e coordinamento e supporto delle forze armate libanesi.
Ecco cosa è accaduto oggi tra i militari italiani e quelli israeliani.
Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso del Question Time di oggi alla Camera, e dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un post social, una colonna italiana dell'Unifil è stata bloccata dall'Idf nel Libano Meridionale mentre trasportava "elementi a Beirut per il rimpatrio".
Nel corso del posto di blocco i militari israeliani avrebbero esploso colpi di avvertimento contro il nostro veicolo danneggiandolo.
"Per fortuna nessun ferito, ma la colonna è dovuta rientrare" ha spiegato il ministro degli Esteri, dopo l'incidente che ha coinvolto il nostro contingente.
Concluso il question time, Tajani ha dato indicazioni di convocare l'ambasciatore di Israele in Italia per chiarire l'accaduto.
Aveva anticipato il titolare della Farnesina al Parlamento.
Immediata e vibrante anche la protesta del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha definito 'inaccettabile' quanto accaduto, sottolineando che l'Italia 'pretende' il pieno rispetto del ruolo di Unifil e la 'tutela dei propri militari'.
Ha spiegato Crosetto che poi ha incalzato:
Il titolare della Difesa ha specificato che la "messa in pericolo di convogli chiaramente identificati con la bandiera dell’Onu non puó essere tollerata. Si tratta di un comportamento grave che rischia di compromettere la sicurezza dei peacekeeper e la credibilità stessa della missione."
Crosetto ha fatto, quindi richiesta all'Onu di intervenire presso le autorità israeliano e adottare misure necessarie per la sicurezza del contingente italiano e di titto il personale Unifil.
ha concluso Crosetto.
“Esprimo la mia più ferma e indignata protesta per quanto accaduto questa mattina nel settore di responsabilità di #UNIFIL in Libano meridionale. Un convoglio logistico del contingente italiano, in movimento da Shama verso Beirut, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento… pic.twitter.com/w9Cd3lqzU0
— Ministero Difesa (@MinisteroDifesa) April 8, 2026
Si registrano le prime reazioni all'incidente che ha coinvolto i nostri militari. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha definito 'gravissimo' quanto accaduto oggi in Libano e ha chiesto al Governo di intervenire con fermezza.
Scrive sui social Conte.
Il governo di Netanyahu sta facendo di tutto per mettere a rischio la già fragile tregua in Iran, proseguendo nella sua furia criminale in violazione di ogni norma di diritto internazionale. Poco fa Israele ha bombardato a tappeto la capitale libanese causando centinaia tra morti…
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) April 8, 2026
Dall'opposizione alla maggioranza, i presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha espresso 'ferma condanna' per quanto accaduto e ha auspicato che venga fatta subito chiarezza.
E' altissima la tensione in Libano dove non si arrestano i bombardamenti da parte dell'esercito israeliano nonostante la tregua siglata stanotte con l'Iran. Il governo di Tel Aviv ha chiarito che il Libano non fa parte della tregua e che le operazioni militari non saranno interrotti.
La giornata di oggi è stata caratterizzata da intensi raid che - secondo quanto dichiarato dal ministero della Sanità libanese - hanno fatto decine di morti, dopo che la Croce rossa ha parlato di 300 tra morti e feriti nella capitale libanese.
L'Iran ha fatto sapere che "in seguito alla violazione da parte di Israele, del cessate il fuoco in Libano contro Hezbollah, l'Iran si sta preparando per condurre operazioni contro le posizioni militari di Israele".
La tregua appena siglata rischia già di saltare e nel pomeriggio dalla Casa Bianca è arrivata la conferma che l'accordo sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran non riguarda il Libano.
Preoccupazione per l'escalation a Beirut è stata sottolineata dal Ministro Tajani.