16 Apr, 2026 - 14:19

Il presidente Mattarella concede tre grazie individuali: le storie dei beneficiari

Il presidente Mattarella concede tre grazie individuali: le storie dei beneficiari

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato ieri tre decreti di grazia. I beneficiari dei provvedimenti di clemenza individuale sono i detenuti Antonio Russi, Giuseppe Porcelli e Aly Soliman.

La notizia arriva a pochi giorni dalla rivelazione della grazia concessa dal Capo dello Stato a Nicole Minetti, ex consigliera della Regione Lombardia, condannata a due anni per induzione alla prostituzione. La concessione della grazia a Minetti, una delle protagoniste del processo “Ruby Bis” a carico di Silvio Berlusconi, ha suscitato polemiche nei giorni scorsi, respinte tuttavia dal Quirinale: l’atto di clemenza è stato infatti concesso in virtù “delle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti”.

Mattarella e le tre nuove grazie firmate 

Con quelle di ieri, nel corso del suo secondo mandato presidenziale, iniziato il 29 gennaio 2022, il presidente Mattarella ha esercitato il potere di grazia, raccontato nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, “La Grazia”, e sancito dall’articolo 87 della Costituzione, per un totale di 39 volte. Di queste, 24 riguardano provvedimenti di grazia per pena detentiva; 10 per grazia parziale; 3 per pena pecuniaria; 1 per pena detentiva della reclusione militare e 1 per pena accessoria.

Nel corso del suo primo settennato da presidente della Repubblica, Mattarella aveva concesso 35 grazie per reati comuni, un numero leggermente superiore a quello del suo predecessore Giorgio Napolitano (23), ma sensibilmente inferiore rispetto a quello dei suoi predecessori: Ciampi (114), Scalfaro (339), Cossiga (1.395), Pertini (6.095), Leone (7.498), Saragat (2.925), Segni (926), Gronchi (7.423) ed Einaudi (15.578).

Antonio Russo: il caso della grazia parziale

Ad Antonio Russo, condannato a dodici anni di reclusione per il delitto di omicidio volontario, il Capo dello Stato ha concesso la grazia parziale, estinguendo due anni e sei mesi della pena detentiva ancora da espiare.

Oltre al parere favorevole del ministro della Giustizia, Mattarella ha tenuto conto dell’età (88 anni) e delle condizioni di salute di Russo, nonché “del particolare contesto familiare” nel quale il delitto era maturato, “all’esito di un’aggressione subita dal condannato”. Antonio Russo è stato aiutato a presentare la domanda di grazia da Gianni Alemanno, detenuto come lui a Rebibbia.

Giuseppe Porcelli e la bancarotta

Giuseppe Porcelli, 51 anni, ha ricevuto da Mattarella la grazia piena, che ha estinto l’intera condanna a tre anni per il reato di bancarotta. Il Capo dello Stato ha tenuto in considerazione il cambiamento di vita del condannato — che da anni vive in Australia con la sua famiglia, gestendo un’attività imprenditoriale — nonché la “condotta riparatoria” posta in essere da Porcelli a favore dei creditori del fallimento, “mediante la messa a disposizione della somma per la quale è stata pronunciata condanna”.

Aly Soliman e la condanna per estorsione

L’ex sindacalista Aly Soliman, 66 anni, condannato a sei anni di reclusione per estorsione, ha ricevuto da Mattarella la grazia per la pena residua da espiare (due anni e cinque mesi). Il Capo dello Stato ha tenuto conto della buona condotta di Soliman, sia durante la detenzione sia nel periodo di affidamento in prova, nonché dell’avvenuta espiazione di una parte della pena inflitta.

Di Soliman sono note due assoluzioni, relative a procedimenti distinti: il primo riguarda un’inchiesta per estorsione a Termoli nel 2014, conclusasi con assoluzione nel 2019; il secondo si riferisce a un diverso procedimento, anch’esso definito con esito assolutorio. La condanna a sei anni oggetto della grazia si riferisce dunque a un ulteriore procedimento, verosimilmente successivo e meno esposto mediaticamente.

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