09 Jan, 2026 - 14:35

Alemanno, inammissibile il ricorso in Cassazione: resta in carcere a Rebibbia

Alemanno, inammissibile il ricorso in Cassazione: resta in carcere a Rebibbia

Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma e leader del movimento "Indipendenza!", resta in carcere a Rebibbia.

L’ex ministro nei governi Berlusconi sta scontando una pena di 22 mesi per traffico di influenze, a seguito di una condanna definitiva in uno dei filoni dell’inchiesta "Mondo di Mezzo", dalla quale era stato assolto da tutte le altre accuse.

Alemanno era stato arrestato il 31 dicembre 2024 per aver violato le condizioni della pena alternativa a cui era sottoposto. In questi mesi di detenzione si sta spendendo per accendere un faro sulle condizioni di detenzione nei penitenziari italiani. 

La novità di oggi riguarda l’esito del ricorso presentato dai suoi legali alla Corte di Cassazione, che è stato respinto come inammissibile, ma che se fosse stato accolto avrebbe potuto determinare una diminuzione della pena.

Alemanno, cosa ha deciso la Cassazione sul ricorso e perché

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dagli avvocati Cesare Placanica ed Edoardo Albertario. La Suprema Corte non è quindi entrata nel merito della richiesta di revoca parziale della condanna.

I legali di Alemanno avevano chiesto la revoca parziale della condanna in relazione al capo di imputazione per abuso d’ufficio. Il reato, abrogato nel frattempo dal legislatore, avrebbe potuto rendere applicabile l’istituto dell’abolitio criminis, previsto dall’articolo 673 del codice di procedura penale.

In particolare la difesa di Alemanno aveva presentato ricorso contro la sentenza del gennaio scorso dalla Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la quale era stata respinta l’istanza di revoca della sentenza di condanna, emessa dalla Corte di Appello di Roma, per intervenuta ‘abolitio criminis’, limitatamente al capo 1 dell’imputazione. 

L'eliminazione di questa fattispecie avrebbe potuto ridurre la pena complessiva inflitta all’ex sindaco e, conseguentemente, modificare la situazione detentiva di Alemanno.

Cosa sarebbe successo se la Cassazione avesse accolto il ricorso?

Se la Cassazione avesse accolto il ricorso, la condanna di Alemanno sarebbe stata ridotta o revocata solo nella parte relativa all’abuso d’ufficio, mentre la condanna per traffico di influenze sarebbe rimasta.

In pratica, il giudice dell’esecuzione avrebbe dovuto ricalcolare la pena residua. Se la pena residua fosse stata inferiore a quella già scontata, Alemanno avrebbe potuto ottenere la scarcerazione immediata o il ripristino di una misura alternativa alla detenzione.

L’accoglimento del ricorso avrebbe inoltre potuto avere effetti su eventuali pene accessorie e sullo status penale dell’ex sindaco.

La Cedu ammette il ricorso, la parola ai giudici Ue

La difesa, rappresentata dall’avvocato Cesare Placanica si è dichiarata “estremamente delusa in considerazione della scelta di non voler affrontare il merito della questione posta relativa al fatto che la condotta originariamente sanzionata dalla Cassazione, non fosse più penalmente rilevante.”

 Resta aperta la via alla Cedu (Corte Europea Diritti Umani) dove il ricorso dei legali dell'ex sindaco di Roma è stato ammesso.

Questo significa che il caso passa alla fase di merito, dove la Corte esaminerà se l'Italia ha violato diritti fondamentali, come il diritto a un processo equo (art. 6 CEDU) o la libertà personale (art. 5).

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