16 Apr, 2026 - 12:00

Decreto 1° Maggio, cosa c’è dentro e perché fa già discutere?

Decreto 1° Maggio, cosa c’è dentro e perché fa già discutere?

Governo al lavoro sul Dl Primo Maggio con focus su lavoro e sicurezza. Si è tenuto ieri, mercoledì 15 aprile, un nuovo vertice a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per mettere a punto i contenuti del provvedimento che il governo si appresta a varare - come ogni anno - in occasione della Festa dei Lavoratori.

Come anticipato dalla premier nel corso delle comunicazioni alle Camere lo scorso 9 aprile, il decreto - attualmente in fase di messa a punto - conterrà una serie di iniziative volte a rafforzare le politiche attive del lavoro e contrastare il lavoro povero. 

All'incontro hanno partecipato anche i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini (entrambi in videocollegamento= e i ministri Marina Calderone (Lavoro e Politiche sociali) e Tommaso Foti (Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione). 

Presenti anche i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, il sottosegretario con delega al Sud Luigi Sbarra, il consigliere per i rapporti con le parti sociali Stefano Caldoro e rappresentanti tecnici del Mef. 

Il tema del lavoro e della precarietà saranno - almeno per le prossime due settimane - un nuovo terreno di scontro politico tra maggioranza e opposizione. 

Lavoro povero e nuove misure: cosa prevede il Decreto Primo Maggio

L'incontro è stato dedicato a fare il punto sulle misure in fase di elaborazione, "con l’obiettivo di rafforzare le politiche per l’occupazione e contrastare il fenomeno del lavoro povero".

Durante l'ultimo intervento alle Camere, Giorgia Meloni, aveva anticipato i contenuti del decreto parlando di occupazione femminile e lavoro povero.

"C'è ancora molto da fare per l'occupazione femminile ed è evidente che esistono ancora sacche di lavoro povero", aveva ammesso per poi annunciare:

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Nel prossimo consiglio del Ministri in occasione del 1 maggio, valuteremo ulteriori regole per contrastare il lavoro povero.

Ieri il sottosegretario al Lavoro della Lega, Claudio Durigon, ha annunciato "misure per giovani e donne". 

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Non è periodo di tanti miliardi ma possiamo mettere una piccola leva su giovani e donne. Noi come Lega pensiamo si debba sforare il patto di stabilità ma non credo che saremo pronti per il primo maggio,

aggiunge. Sul lavoro povero poi afferma:

"Però si deve fare un decreto per fermare il lavoro povero’’. Il sottosegretario ricorda come il dumping contrattuale riguardi circa 154.000 lavoratori su 6,4 milioni di lavoratori del settore.

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Cancelliamo questi contratti. Chi è contrario? I contratti pirata rappresentano una piccola percentuale del lavoro povero e vanno esclusi dal mercato’’.

Sindacati esclusi? Le tensioni che agitano il decreto sul lavoro

Dai sindacati arrivano le prime reazioni nei confronti del governo. Reazioni che lamentano soprattutto un mancato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali in queste prime fasi dei lavori per la definizione dei contenuti e delle misure del Dl 1 Maggio.

"Non abbiamo nessun testo dal quale desumere le scelte del governo sul lavoro" e "al momento non abbiamo nessuna convocazione". 

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Noi leggiamo dalla stampa alcune anticipazioni o alcune considerazioni ma non abbiamo avuto nessun tipo di interlocuzione’’. 

Ha dichiarato, ieri, la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, parlando a margine del forum della Confcommercio. 

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Ci aspettiamo di conoscere il testo e, come nella tradizione della Cisl, valutare i contenuti’’,

aggiunge la sindacalista

Per il leader della Cgil Maurizio Landini la priorità è aumentare il potere di acquisto delle famiglie su cui il governo non starebbe facendo abbastanza.

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''Bisognerebbe che la gente avesse la sanità pubblica e non dovesse pagare per curarsi, che il sistema dei trasporti pubblici funzionasse, che ci fossero scuole e asili, perché anche questo fa reddito''.

E da questo punto di vista ''per noi un tema di fondo è una vera riforma fiscale, andare a prendere i soldi dove sono e ridurre la tassazione su lavoro dipendente e sulle pensioni’’.

Tutte queste cose ‘’ancora non le hanno fatte’’. Il governo, secondo Landini deve finanziare il rinnovo dei contrati per i lavoratori pubblici, che in questi anni, "hanno visto una riduzione del potere d’acquisto''.

Salario minimo e precarietà: la battaglia politica entra nel vivo

Il lavoro e soprattutto il lavoro povero si appresta a trasformarsi nelle prossime settimane in uno dei principali terreni di scontro tra maggioranza e opposizione.

Negli ultimi tre anni, il tema del lavoro povero e del salario minimo è stato al centro dello scontro politico tra centrodestra e centrosinistra in Italia.

Il centrosinistra ha spinto con forza per l’introduzione di un salario minimo legale, ritenendolo uno strumento necessario per contrastare la diffusione di stipendi troppo bassi e garantire una soglia di dignità per tutti i lavoratori.

Al contrario, il centrodestra ha espresso forti perplessità, sostenendo che una misura di questo tipo rischierebbe di interferire con la contrattazione collettiva e di penalizzare le imprese, soprattutto le più piccole.

Secondo le opposizioni, il governo avrebbe di fatto ostacolato l’approvazione di una legge sul salario minimo, rinviando il dibattito parlamentare e svuotando le proposte esistenti.

Inoltre, il centrosinistra critica la mancanza di politiche strutturali per contrastare la precarietà e l’aumento del costo della vita, accusando il governo di sottovalutare l’impatto sociale dei bassi salari e di non offrire risposte adeguate alle fasce più vulnerabili della popolazione.

 

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