Niente da fare: Palazzo Chigi rinvia alla prossima settimana il Consiglio dei Ministri che avrebbe dovuto sbloccare l'impasse nella partita dei sottosegretari, una partita che il centrosinistra non ha esitato a definire un "rimpasto a pezzi" o un "Meloni 2 mascherato".
La partita non è semplice, tante le caselle da riempire, tanti i veti incrociati e le richieste da prendere in considerazione per Giorgia Meloni, che alla luce della complessità della situazione ha evidentemente ritenuto più saggio rinviare il momento delle decisioni.
Decisioni che vanno ponderate con attenzione, perché si tratterà - a meno di clamorosi colpi di scena - l'ultimo riassestamento dell'esecutivo prima del ritorno al voto nel 2027.
La data da segnare in rosso, o almeno quella che ha cominciato a circolare con maggiore insistenza è quella di mercoledì 22 aprile.
Al momento le caselle vuote da riempire sono due: quella come sottosegretario alla Giustizia lasciata vuota da Andrea Delmastro dopo le sue dimissioni all'indomani della sconfitta referendaria; e quella al Ministero della Cultura, vacante per la "promozione" del sottosegretario Gianmarco Mazzi, succeduto a Daniela Santanchè al Ministero del Turismo.
In caso di sblocco della nomina del leghista Federico Freni alla Consob (fortemente voluta da Matteo Salvini, ma fino ad oggi bloccata da Forza Italia) si aprirebbe anche una nuova posizione come sottosegretario al Ministero dell'Economia.
Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza ci sono quello della deputata di Fratelli d'Italia, Sara Kelany che potrebbe andare alla Giustizia riempiendo la casella lasciata vuota da Delmastro.
Nelle scorse ore si era parlato dell'arrivo di Matilde Siracusano (FI) (attualmente sottosegretaria al Ministero per i Rapporti con il Parlamento) al ministero della Cultura. Al suo posto arriverebbe l'ex capogruppo azzurro alla Camera, Paolo Barelli.
Voci sempre più insistenti, tuttavia darebbero per più probabile una coabitazione a tre con gli altri due attuali sottosegretrari, l'azzurra Siracusano e la leghista Giuseppina Castiello.
C'è poi la partita più delicata, quella legata alla Consob. Il sottosegretario leghista Federico Freni resta in pole, ma la sua corsa è stata finora frenata dai veti di Forza Italia che, tuttavia potrebbe ammorbidire la sua posizione.
In tal caso si aprirebbe un ulteriore tassello da riempire al Ministero dell'Economia, che tuttavia resterebbe sempre in casa Lega dal momento che potrebbe essere occupato da Claudio Durigon, vicesegretario della Lega e attuale sottosegretario al Lavoro. A quel punto, però, si dovrebbe trovare un nuovo sottosegretario per la ministra Calderone.
Un nodo ingarbugliato, reso ancora più complesso dalle dimissioni recenti che hanno aperto più fronti contemporaneamente a cui si sono aggiunte le operazioni di assestamento nei partiti alleati, e primo tra tutti Forza Italia.
La sconfitta referendaria ha scosso il governo e i partiti di centrodestra che stanno cercando di riassestarsi per compiere l'ultimo miglio che li porterà alla sfida per Palazzo Chigi nell'autunno del prossimo anno.
Negli ultimi giorni si è alzato il pressing del Partito Democratico che con diversi esponenti ha criticato le manovre incorso nel governo, accusando la premier di portare avanti un rimpasto mascherato per non doversi confrontare con il Parlamento.