15 Apr, 2026 - 14:01

C’è qualcosa che non torna: il "rimpasto segreto" che fa esplodere il centrosinistra

C’è qualcosa che non torna: il "rimpasto segreto" che fa esplodere il centrosinistra

Scoppia la polemica sul presunto rimpasto nel governo Meloni: tra nomine, equilibri politici e indiscrezioni su Barelli, il centrosinistra parla di “domino silenzioso” e “Meloni bis senza passare dal Parlamento”.

Sembra esserci un filo invisibile che collega il vertice tra la famiglia Berlusconi e il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, con i cambiamenti in vista nell'assetto dell'esecutivo Meloni. 

Come in una partita a domino, è bastato cambiare una tessera per determinare un effetto a cascata con ripercussioni nell'assetto dei ministeri.

La tessera in questione è quella dell'ormai ex capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli che, lasciato il posto a Enrico Costa, si appresta a ricoprire un ruolo all'interno del governo come sottosegretario o viceministro. 

Dopo Maurizio Gasparri, anche Barelli è stato interessato dal rinnovamento del partito richiesto da Marina e Pier Silvio Berlusconi all'indomani della sconfitta del Sì al Referendum sulla giustizia ed è rientrato nella partita del rimpasto di governo necessario per riempire le caselle rimaste vacanti anche alla luce delle recenti dimissioni all'interno dell'esecutivo.

Giorgia Meloni deve riempire una serie di caselle rimaste vuote e probabilmente le nuove nomine saranno annunciate già domani nel corso di un Consiglio dei Ministri che dovrebbe essere convocato appositamente. 

Nel centrosinistra, intanto, imperversano le polemiche e le accuse alla premier di "rimpasto a pezzi". 

Paolo Barelli e il puzzle del rimpasto: cosa sta davvero succedendo nel governo

Il governo accelera sulle nomine e novità potrebbero arrivare già domani con un cdm ad ok. La nomina di Gianmarco Mazzi al posto di Daniela Santanchè al Ministero del Turismo ha lasciato scoperte alcune caselle.

Meloni e i suoi collaboratori stanno lavorando per ricomporre il puzzle dell'esecutivo guastato dalla sconfitta referendaria e dalla necessità di riequilibrio con gli alleati. 

Da giorni si vocifera di un ingresso nel governo del capogruppo uscente di FI alla Camera, Paolo Barelli. Il diretto interessato ha dribblato le domande su un suo eventuale approdo nell'esecutivo.

"Non ho nessuna richiesta" ha detto, ma rumors parlano di un suo trasferimento al ministero dei Rapporti con il Parlamento come vice, visto che questo incarico senza portafoglio gli consente di conservare la presidenza di Federnuoto.

Il neo ministro Mazzi ha lasciato vuoto la poltrona di sottosegretario alla Cultura che potrebbe essere affidata a Matilde Siracusano, mentre il suo posto come sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento potrebbe passare a Barelli.

Tra le opzioni sul tavolo, ci sono anche Maria Chiara Fazio (in quota Noi Moderati) agli Esteri. Resta sullo sfondo, ma su un binario distinto, il dossier Consob: il nome del leghista Federico Freni, attuale sottosegretario al Mef, continua a circolare per la presidenza.

Perchè il Pd accusa la premier di un possibile “Meloni bis"?

Il rimpasto in corso a Palazzo Chigi ha sollevato le critiche del centrosinistra. Il Partito Democratico in particolare accusa Meloni di voler fare un 'rimpasto a pezzi' per non dover "passare dal Parlamento".

virgolette
“È in corso un rimpasto a pezzi. Un domino silenzioso per non passare dal Parlamento e sancire il Meloni bis (o boh) uscito dalle urne referendarie. Tipo i prodotti del supermercato che costano uguale ma rimpiccioliti, così non senti l’inflazione. Ma chi volete prendere in giro?”.

Ha scritto sui social il senatore Pd, Filippo Sensi.

Accuse che arrivano anche dal presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia che ha sottolinea:

"in maniera subdola e silenziosa assistiamo al rimpasto del governo che Giorgia Meloni ha sempre negato."

Dice Boccia che poi continua:

virgolette
Non siamo di fronte a sostituzioni di dimissionari ma a vere e proprie manovre di equilibrio dentro la maggioranza che prefigurano un nuovo assetto del governo. Siamo al Meloni 2 senza che si passi dal Parlamento. È l’ennesima, arrogante e inaccettabile, forzatura di questa destra che non ha imparato nulla dal voto referendario”. 

 

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