"Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo".
Sono le parole riservate da Donald Trump a Giorgia Meloni in replica alle critiche di quest'ultima all'attacco del presidente statunitense a Papa Leone XIV.
Un attacco che la premier italiana ha definito "inaccettabile" scatenando la reazione veemente del tycoon americano dalle colonne del Corriere della Sera.
Parole dure quelle dell'inquilino della Casa Bianca che non ha indietreggiato di un millimetro neanche sul caso delle critiche al pontefice nonostante la condanna internazionale.
Trump è tornato anche all'attacco del pontefice, affermando che Leone "non capisce, e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese".
Al momento non sono arrivate repliche ufficiali da Palazzo Chigi, ma la sensazione è che il rapporto con Washington sia stato irrimediabilmente compromesso.
Ecco cosa ha detto il presidente americano contro Giorgia Meloni e l'Italia.
Il contesto è l'incidente diplomatico causato dalle accuse rivolte nelle scorse ore dal presidente Usa a Papa Leone XIV per la sua posizione sulla guerra in Iran. Un attacco inedito che ha scosso il mondo dinanzi al quale il governo italiano non ha potuto tacere, condannandolo chiaramente.
"È lei che è inaccettabile", ha detto Trump replicando alle parole della premier Giorgia Meloni, che aveva definito "inaccettabili" i suoi attacchi a Papa Leone XIV.
Il presidente ha inoltre ammesso di non parlare con Meloni "da molto tempo" e ha detto di essere "scioccato da lei. Pensavo avesse coraggio, ma mi sbagliavo".
Per il tycoon Usa, Meloni non starebbe facendo nulla per "ottenere il petrolio".
E ancora:
Rispetto al trattamento riservato agli altri leader europei, il presidente Usa ha avuto molta "pazienza" con il governo italiano e con Giorgia Meloni: non l'ha attaccata quando ha criticato le dichiarazioni sui dazi nella vicenda Groenlandia, ha sorvolato sul no all'utilizzo della base di Sigonella due settimane fa e ha soprasseduto sul no di Palazzo Chigi alle operazioni per lo sblocco di Hormuz.
Per tutta la giornata di ieri, da Palazzo Chigi, ci hanno provato a tenere un profilo basso sulla vicenda Papa Leone, ma anche dinanzi alle critiche incalzanti delle opposizioni, alla fine Giorgia Meloni è dovuta intervenire in serata per chiarire:
Concetto ribadito questa mattina nel corso del suo intervento al Vinitaly a Verona.
Le dichiarazioni del presidente americano sul Pontefice "erano inaccettabili. Ho espresso e rinnovo la mia solidarietà a Papa Leone. E dico di più: francamente non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici, diciamo non in questa parte del mondo".
Ha detto la premier.
Da Palazzo Chigi al momento non arrivano commenti. Giorgia Meloni è rientrato poco dopo le 16 dal Vinitaly. A difendere la premier è intervenuto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani che la definita "coraggiosa".
Ha scritto in un post su X.
Il titolare della Farnesina poi avverte:
Noi siamo e rimaniamo sinceri sostenitori dell’unità dell’Occidente e solidi alleati degli Stati Uniti, ma questa unità si costruisce con lealtà, rispetto e franchezza reciproci.
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) April 14, 2026
Siamo abituati a dire ciò che pensiamo perché questo fanno le persone serie. Fino a oggi il…
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha detto che, in merito a quanto successo con Trump, "secondo noi non c'è bisogno di ricucire".
Ha detto La Russa che ha concluso:
Lo scontro tra Trump e Meloni non è solo personale, ma riflette una tensione crescente tra Washington e alcuni alleati europei sul ruolo nella crisi mediorientale e sulla gestione della sicurezza energetica.
Se la frattura dovesse consolidarsi, potrebbero emergere ripercussioni concrete sulla cooperazione militare e sulla posizione italiana nelle future missioni internazionali.