Il governo di Israele ha deciso di convocare l'ambasciatore italiano a Tel Aviv, dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che poche ore prima in un post social aveva definito "inaccettabili" i raid dell’Idf contro la popolazione civile in Libano che dal 2 marzo scorso sono stati la causa di oltre 2.000 morti e 6.700 feriti.
La notizia della convocazione del rappresentate diplomatico italiano da parte del governo israeliano è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, mentre il nostro ministro degli Esteri era sul volo di ritorno che da Beirut lo avrebbe riportato a Roma a conclusione della missione diplomatica nella capitale libanese.
Una missione che ha avuto il duplice scopo di sottolineare la vicinanza del governo italiano al Libano e ribadire sul campo il sostegno ai contingenti italiani Unifil finiti in più occasioni nel mirino dell'esercito israeliano. L'ultimo incidente domenica sera, a poche ore dalla partenza di Tajani per Beirut.
Mentre gli occhi del mondo sono puntati su Washington, dove oggi - martedì 14 aprile - inizieranno i colloqui per il cessate il fuoco tra Israele e Libano, i rapporti tra Roma e Tel Aviv conoscono un momento di inedita tensione: il dialogo tra i due Stati non è mai stato così teso, neanche nei momenti più difficili dell'operazione militare israeliana nella Striscia di Gaza.
La convocazione dell'ambasciatore italiano a Tel Aviv Luca Ferrari, per protestare contro le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani sugli attacchi "inaccettabili" contro i civili libanesi è solo l'ultimo atto di un botta e risposta diplomatico tra i due governi.
La convocazione del rappresentate italiano è stata una risposta alle dichiarazioni del nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, impegnato ieri in una visita ufficiale a Beirut.
In un post su X dopo i suoi incontri di ieri mattina, il ministro aveva scritto:
Il Libano è un Paese fratello che abbiamo nel cuore. Per questo oggi sono venuto a Beirut a portare al Presidente Aoun la solidarietà dell’Italia dopo gli attacchi inaccettabili di Israele contro la popolazione civile. Rafforzeremo il nostro impegno umanitario in Libano… pic.twitter.com/eYa8daOoyU
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) April 13, 2026
Parole che non sono piaciute al governo di Netanyahu che ne ha chiesto conto al nostro ambasciatore segnando un ulteriore irrigidimento dei rapporti con l'Italia.
Lo scontro di queste ore, tuttavia, è solo l'ultimo atto di un deterioramento dei rapporti diplomatici tra Roma e Tel Aviv, iniziato due settimane quando, nel giorno della Domenica delle Palme - quando le autorità israeliane impedirono l'accesso al Santo Sepolcro al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme.
Il governo italiano espresse "sdegno" per la vicenda e convocò alla Farnesina l'ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled.
Poi ci sono stati gli incidenti che hanno coinvolto i nostri militari di stanza in Libano nell'ambito della missione Onu e nell'ultima settimana le ripetute condanne da parte del governo per gli attacchi di Israele sulla popolazione civile in Libano, che hanno fatto salire ulteriormente la tensione tra i due governi.
La missione diplomatica di Antonio Tajani a Beirut ha avuto anche lo scopo di ribadire con forza la vicinanza del governo italiano ai nostri militari impegnati nelle missioni umanitarie in Libano e la condanna per gli incidenti di cui sono stati vittima nelle ultime due settimane.
Ha dichiarato il ministro degli Esteri in videocollegamento dall'ambasciata italiana a Beirut con il contingente italiano di Unifil.
Al momento gli episodi che hanno coinvolto i caschi blu italiani sono stati due.
Subito dopo il primo episodio, lo scorso 8 aprile, nel corso del quale l'Idf aveva esploso alcuni colpi di avvertimento contro un convoglio italiano danneggiando il mezzo su cui viaggiavano i nostri militari, Tajani aveva dichiarato in Parlamento che i "nostri militari non si toccano" e aveva subito convocato l'ambasciatore israeliano.
La premier Giorgia Meloni sempre parlando alle Camere aveva definito quanto accaduto "inaccettabile".
Domenica sera è poi arrivata la notizia di un nuovo incidente nel corso del quale un carro armato israeliano avrebbe urtato, danneggiandolo, un mezzo Unifil con a bordo italiani.
Nella serata di domenica una nota del contingente italiano aveva precisato che "alla luce degli elementi disponibili, non trovano riscontro le ricostruzioni che parlano di 'speronamenti' o di danni significativi", chiarendo che gli episodi "sono attualmente oggetto di approfondimenti da parte della missione, al fine di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti".
I rapporti diplomatici tra Italia e Israele non sono mai stati tanto tesi come nelle ultime due settimane.
E mentre il Movimento 5 Stelle fa pressione sul governo per bloccare il Memorandum di cooperazione militare con Israele, nel governo è evidente la presa di distanza da Tel Aviv dopo gli attacchi al Libano nell'ambito della crisi iraniana.
Le dichiarazioni del Ministro degli Esteri, che rispecchia la linea dell'esecutivo, non lasciano spazio ad interpretazioni.
Oggi alla Stampa, Arianna Meloni responsabile della segreteria politica di Fratelli d'Italia, ha dichiarato:
Anche il leader della Lega, Matteo Salvini, tra i principali sostenitori di Netanyahu nell'esecutivo, in una recente intervista ha dichiarato che il leader israeliano fa gli interessi di Israele che non sempre coincidono con "gli interessi del Mondo".