La tregua raggiunta nella notte tra Iran, Stati Uniti e Israele, a poche dalla scadenza dell’ultimatum lanciato dal presidente statunitense al governo di Teheran sta incendiando lo scontro tra maggioranza e opposizione.
Nonostante un cauto sollievo a livello internazionale, le principali forze dell’opposizione in Italia – dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle fino ad Avs – hanno espresso forti critiche nei confronti della gestione della crisi da parte del governo di Giorgia Meloni e dell’atteggiamento eccessivamente arrendevole dell’Unione Europea.
I commenti dei leader e dei parlamentari del centrosinistra evidenziano un quadro di forte insoddisfazione: non basta accogliere la tregua, occorre un ruolo politico e diplomatico più incisivo, tutela del diritto internazionale e maggior tutela degli interessi italiani ed europei.
Nel contestare la gestione della crisi, i rappresentanti del centrosinistra insistono sulla presunta passività del governo Meloni e della comunità europea, accusati di non aver espresso una linea chiara e autonoma rispetto agli Stati Uniti e di non aver affermato con decisione i valori del diritto internazionale.
La capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati, Chiara Braga, ha osservato che "il cessate il fuoco in una guerra insensata e ingiustificabile è una buona notizia, ma non basta".
Secondo la deputata Pd “quanto accaduto finora pesa come una responsabilità politica e morale gravissima a cui il governo Meloni non è stato in grado di muovere critica e prendere distanze, né di esercitare opera di persuasione sull’amico Trump”.
Dello stesso avviso in collega Francesco Boccia, capogruppo dei dem in Senato per il quale la notizia della tregua è positiva, ma mette in guardia dal pericolo di scambiarla per una svolta: “non siamo davanti alla peace, ma a una pausa armata, fragile e parziale”.
Anche il capogruppo democratico in commissione Esteri, Enzo Amendola, chiama in causa l’Ue:
Dal Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte ha criticato l’esecutivo:
“da Meloni solito discorso, non parla di Israele e Stati Uniti, si concentra solo su Teheran”.
Sottolinea inoltre che:
Un altro asse di critica riguarda l’impatto della crisi e delle politiche internazionali sull’economia italiana e sulla sicurezza del Paese. Il filo rosso che unisce le dichiarazioni degli esponenti del centrosinistra è l’impatto della crisi su famiglie e imprese italiane che il governo non sarebbe stato in grado di arginare con politiche efficaci.
Boccia sottolinea che nel frattempo, “il prezzo della crisi è già arrivato nelle case degli italiani: carburanti, bollette, costi per famiglie e imprese.”
Da Avs, Nicola Fratoianni ha evidenziato come altri Paesi “hanno fatto scelte diverse e noi vogliamo un Paese che sulle guerre illegali come quella contro l’Iran assuma posizioni chiare, e non subalterne come è accaduto con il loro amico Trump".
Infine, i parlamentari M5S di Camera e Senato auspicano che “Meloni mostri un po’ di coraggio e iniziativa, una volta tanto, e faccia dell’Italia la capofila di un’iniziativa diplomatica unitaria europea per partecipare ai negoziati che si aprono venerdì in Pakistan"”, proprio per tutelare gli interessi strategici e economici del paese.