Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha tenuto, nella serata dell’1 aprile 2026, un discorso alla nazione in merito alla guerra con l’Iran. Molti attendevano un intervento che parlasse della fine della guerra o, al contrario, di un annuncio di ulteriore escalation nel conflitto. Tuttavia, Trump ha rivelato pochi nuovi dettagli.
Donald Trump ha tenuto l'1 aprile un discorso alla nazione in prima serata. L'intervento del presidente è stato piuttosto breve, di circa 20 minuti, e ha riguardato la guerra contro l'Iran.
Gli attacchi israelo-americani del 28 febbraio hanno segnato l’inizio dei bombardamenti contro l’Iran. L’escalation tra i tre paesi si è rapidamente trasformata in una crisi regionale. Teheran ha lanciato rappresaglie contro diversi paesi del Medio Oriente e del Golfo e ha chiuso di fatto lo stretto di Hormuz, una mossa che ha avuto ripercussioni a livello globale.
Mentre Washington ha avviato il dispiegamento di migliaia di marines e paracadutisti in Medio Oriente, l’amministrazione ha affermato di aver avviato colloqui diretti e indiretti con Teheran.
Durante il suo discorso, il presidente americano ha parlato dei successi della campagna militare e ha cercato di spiegare le ragioni della guerra. Ha affermato, inoltre, che il conflitto con l’Iran è prossimo alla conclusione. Tuttavia ha dato pochi dettagli sulla strategia di uscita, mentre molti attendono una data definitiva per la fine del conflitto.
Il leader statunitense ha affermato, inoltre, che “le discussioni sono in corso”.
Trump ha dichiarato che se non si raggiungerà un accordo con l’Iran, “colpiremo duramente, e probabilmente simultaneamente, ciascuna delle loro centrali elettriche”.
“Li colpiremo duramente nelle prossime due o tre settimane”, ha dichiarato Trump.
Parlando dell’impennata dei prezzi dell’energia:
“Molti americani sono preoccupati per il recente aumento dei prezzi della benzina qui in patria”, ha affermato il presidente americano e ha aggiunto.
“Quando tutto sarà finito, gli Stati Uniti saranno più sicuri, più forti, più prosperi e più grandi di quanto non lo siano mai stati prima", ha aggiunto il presidente.