La cittadinanza per diritto di nascita è al centro di un acceso dibattito sotto l’amministrazione Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha cercato di limitare lo ius soli tramite un ordine esecutivo. La questione ora è davanti alla Corte Suprema. La decisione dei giudici potrebbe avere implicazioni storiche sia per l’immigrazione negli Stati Uniti sia per l’agenda politica del secondo mandato di Trump.
La cittadinanza per diritto di nascita è uno degli elementi più rilevanti dell’agenda del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
L’amministrazione americana sotto la guida di Trump sostiene che limitare lo ius soli sia necessario per frenare l’immigrazione clandestina. I critici invece sostengono che limitare questo diritto andrebbe contro più di 100 anni di precedenti legali e metterebbe in crisi un principio fondamentale del diritto sull’immigrazione negli Stati Uniti.
Il presidente americano ha assistito, l’1 aprile 2026, alle discussioni orali davanti alla Corte Suprema. Trump è diventato così il primo capo di stato in carica del paese a presenziare ad un’udienza presso la massima corte degli Stati Uniti. La sua presenza ha evidenziato l’importanza della questione.
Trump ha trascorso poco più di un’ora in aula per ascoltare le argomentazioni presentate dal principale avvocato dell’amministrazione repubblicana presso la Corte Suprema.
Dopo la chiusura dell’udienza ha dichiarato su Truth Social:
La cittadinanza per diritto di nascita è stabilita dal 14esimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, oltre che dalle sentenze dei tribunali e dalle leggi approvate dal Congresso che hanno ampliato il concetto di ius soli. Le argomentazioni orali si sono concentrate infatti su una clausola chiave del 14esimo emendamento.
Il 20 gennaio 2025, giorno del suo insediamento per un secondo mandato, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per porre fine alla cittadinanza per diritto di nascita. L’ordine prevede che una persona nata negli Stati Uniti diventi automaticamente cittadina solo se almeno uno dei genitori è cittadino americano o è un residente permanente legale.
Nel mondo ci sono oltre 30 paesi che prevedono lo ius soli senza condizioni, tra cui Stati Uniti, Argentina, Brasile, Cuba, Messico, Perù e Venezuela.
La cittadinanza per diritto di nascita è la prima questione di politica sull’immigrazione a giungere alla Corte Suprema per una decisione finale durante il secondo mandato di Trump.
L’immigrazione è stata uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Trump del 2024, insieme all’economia.
I giudici hanno recentemente mostrato scetticismo verso l’ordine di Trump e potrebbero opporsi alla sua richiesta di limitare lo ius soli segnando un possibile importante contraccolpo per l’agenda di Trump.
Una sconfitta su ius soli rappresenterebbe un’ulteriore battuta d’arresto per l’agenda del presidente, dopo che la Corte Suprema aveva già annullato altri provvedimenti del suo governo su materie diverse.