L’Austria si prepara a introdurre un divieto sull’uso dei social media per i minori di 14 anni, inserendosi in un dibattito sempre più acceso a livello europeo e internazionale sulla tutela dei giovani online. La misura, ancora in fase di definizione, nasce dopo lunghe trattative politiche e riflette la crescente preoccupazione per gli effetti delle piattaforme digitali sulla salute e sul benessere dei minori.
L'Austria ha annunciato l'intenzione di vietare l'uso dei social media ai minori di 14 anni.
La decisione è stata presa dopo molte discussioni e negoziati interni all’interno del governo di coalizione centrista formato da tre partiti. Non è ancora però definita una tabella di marcia.
In conferenza stampa, il vicecancelliere Andreas Babler ha dichiarato:
"Non resteremo più a guardare mentre queste piattaforme rendono i nostri figli dipendenti e spesso anche malati", ha aggiunto Babler.
Il piano, per entrare in vigore, richiede l’approvazione del Parlamento, passaggio necessario per trasformare l’annuncio politico in una misura concreta.
Il paese si aggiunge quindi ad una serie di stati europei che stanno valutando l’introduzione di restrizioni sull’uso dei social media da parte dei minori.
Questo riflette una crescente preoccupazione a livello internazionale sugli effetti delle piattaforme digitali sui più giovani, spingendo diversi governi ad avviare iniziative legislative simili.
L'Australia è diventata il primo paese al mondo a vietare l'accesso ai social media ai minori di 16 anni. La misura è entrata in vigore nel dicembre 2025.
Nelle ultime settimane, anche diversi paesi europei hanno avviato il dibattito. A gennaio 2026 i legislatori francesi hanno dato il via libera ad una legge che vieta l'uso dei social media ai minori di 15 anni, aprendo la strada all'aprovazione finale del testo.
Anche il governo britannico ha avviato discussioni per vietare l'uso dei social media ai minori, mentre a febbraio la Spagna ha annunciato una misura simile per vietare l'uso delle piattaforme ai minori di 16 anni.