La decisione di Giorgia Meloni di assumere ad interim la carica di Ministro del Turismo, lasciata vuota dalle dimissioni di Daniela Santanchè, sembrerebbe allontanare l’ipotesi di un rimpasto di governo ipotizzata all’indomani della sconfitta referendaria e a seguito della sfilza di dimissioni degli ultimi giorni.
Dimissioni che potrebbero, secondo voci di palazzo, non essere le ultime. Le caselle da riempiere al momento restano due, poiché nella serata di ieri Antonio Mura è stato chiamato a sostituire Giusi Bartolozzi come capo di gabinetto del ministro della Giustizia Nordio. Restano vacanti il posto che era stato di Andrea Delmastro alla giustizia e quello al ministro del Turismo.
Spostandosi da Fratelli d’Italia a Forza Italia, la situazione non migliora: dopo le dimissioni di Maurizio Gasparri al Senato, diventano sempre più insistenti le voci di un avvicendamento anche per Paolo Barelli capogruppo alla Camera di FI. Un’ipotesi contro cui si sarebbe espresso il vicepremier Antonio Tajani.
Molto precaria, infine, è la posizione del ministro della Giustizia. Nel corso del tesissimo question time di mercoledì scorso alla Camera, Nordio ha ribadito di non avere motivo di dimettersi dal momento che il governo e la premier gli hanno riconfermato la fiducia.
Ieri, però il ministro è finito nuovamente nel mirino delle opposizioni dopo l’approvazione da parte dell’Ue della direttiva anticorruzione che di fatto ‘obbliga’ l’Italia ha reintrodurre il reato di abuso d’ufficio abolito nel 2024 con la sua riforma della Giustizia.
Le eventuali dimissioni di Nordio, tuttavia, renderebbero praticamente inevitabile un rimpasto di governo, anche se Giorgia Meloni potrebbe preferire le elezioni anticipate, rifiutandosi di ‘farsi logorare’ negli ultimi dodici mesi di governo.
La situazione resta aperta a diversi scenari e le prossime ore a Palazzo Chigi saranno decisive per capire quale strategia ha deciso di adottare la presidente del Consiglio.
Ieri Giorgia Meloni ha deciso di assumere ad interim le deleghe del Turismo, mettendo a tacere le voci di un imminente rimpasto nel governo, ma nei prossimi giorni dovrà comunque decidere il destino del dicastero lasciato vuoto da Daniela Santanchè.
Nelle ultime ore ha preso corpo l’ipotesi della creazione di un sottosegretario a cui affidare il compito di dirigere il ministero e il nome più quotato sarebbe quello del deputato Gianluca Caramanna. Tra i nomi che sono circolati nelle ultime ore – e che al momento non sono stati smentiti – c’è anche quello del capogruppo al Senato di FdI, Lucio Malan, che dovrebbe però prendere il posto di Santanchè come ministro.
C’è poi da riempire la casella lasciata vuota da Andrea Delmastro al ministero della Giustizia. Palazzo Chigi starebbe valutando l’ipotesi di non nominare un nuovo sottosegretario, bensì distribuire le sue deleghe agli altri due sottosegretari, Ostellari e Sisto.
La situazione è ancora in divenire, ma già nelle prossime ore potrebbero arrivare novità.
Il Guardasigilli ha chiarito che pur essendosi assunto la responsabilità della sconfitta referendaria, la presidente del Consiglio e il governo gli hanno ribadito la fiducia, e di conseguenza non ci sono ragioni per lasciare il suo incarico.
Nella giornata di ieri, Nordio è finito ancora una volta nel mirino delle critiche del centrosinistra dopo l’approvazione da parte dell’Ue della direttiva anticorruzione che di fatto prevede la reintroduzione del reato di abuso d’ufficio – o di una parte di esso - nell’ordinamento italiano.
Per l’opposizione si tratterebbe di una bocciatura del governo e del ministro.
Scriveva, ieri sui social, il leader di Avs, Nicola Fratoianni.
Poi c’è la questione Forza Italia. La riforma della giustizia era la sua riforma e la sconfitta non poteva non avere ripercussioni anche al suo interno. Ieri sono arrivate le dimissioni da capogruppo al Senato di Maurizio Gasparri.
Al suo posto è stata nominata, Stefania Craxi, mentre Gasparri dovrebbe prendere il suo posto come presidente della commissione Difesa e Esteri.
Insistenti le voci di un avvicendamento anche alla Camera, dove il capogruppo Paolo Barelli sarebbe a rischio. Al suo posto potrebbe subentrare, Giorgio Mulè, attuale vicepresidente della Camera. Un’ipotesi che, tuttavia, non piace al segretario nazionale, Antonio Tajani.
In giornata Tajani ha incassato il sostegno di Marina Berlusconi. La presidente di Fininvest avrebbe assicurato immutata stima per il leader di Fi.
Ringrazio Maurizio Gasparri per l’impegno profuso in questi anni alla guida dei senatori di @forza_italia. La sua dedizione e lealtà verso la nostra bandiera è un esempio che tutti dovrebbero seguire e apprezzare. A Stefania Craxi, neo Presidente del Gruppo di Forza Italia al… pic.twitter.com/se9mIYefWJ
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) March 26, 2026