E ora? Il risultato del referendum sulla riforma della Giustizia avrà ripercussioni anche sugli indici di gradimento dei partiti?
Diciamoci la verità: è questa la domanda che si fanno un po' tutti attorno ai palazzi del potere.
Una prima risposta è arrivata oggi con la Supermedia dei sondaggi di Youtrend.
Del resto, chiusa una partita, quella referendaria, subito si apre un'altra: quella che durerà oltre un anno e ci porterà alle elezioni politiche del 2027.
La sconfitta al referendum avrà ripercussioni sul gradimento dei partiti di centrodestra che si sono schierati per il Sì?
Davanti a questa domanda, gli esperti si dividono. C'è chi crede che sia inevitabile. E chi, invece, tende a separare la partita referendaria chiusa lunedì pomeriggio con quella delle elezioni politiche.
Ma tant'è: dai primi numeri che arrivano, si possono trarre già delle considerazioni.
La prima è questa: Fratelli d'Italia, il partito di maggioranza relativa che per primo ha sofferto la sconfitta referendaria con le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e Santanché, fa registrare nei sondaggi lo smottamento più evidente da quando guida il governo.
Al 26 marzo, rispetto al 5 marzo, il partito di Giorgia Meloni ha perso oltre mezzo punto, lo 0,6%. Ora si assesta al 28,2%. Quota 30, quindi, anziché avvicinarsi, si allontana.
Dietro di lui, in ogni caso, ad approfittarne non è tanto il Partito Democratico di Elly Schlein, che guadagna solo 2 decimi di punto e arriva al 21,8%, quanto il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte.
Forse non è stato un caso che proprio quest'ultimo, subito dopo l'esito del referendum, abbia "chiamato" le primarie per individuare il leader del Campo largo che nel 2027 dovrà sfidare Giorgia Meloni per Palazzo Chigi.
Il suo partito, infatti, negli ultimi 21 giorni, a cavallo della consultazione popolare sulla riforma della Giustizia, ha guadagnato quasi un punto: lo 0,8% e ora è al 13,2%.
Per il resto, Forza Italia, il partito all'interno del quale è iniziato il redde rationem con le dimissioni di Maurizio Gasparri, quello in cui la sconfitta referendaria è destinata a bruciare di più in quanto aveva come bandiera storica proprio la riforma della giustizia bocciata dagli italiani, paradossalmente, guadagna due decimi e si assesta all'8,9%.
Dietro gli azzurri, c'è, invece, un partito che il referendum l'ha vinto: Alleanza Verdi e Sinistra di Fratoianni e Bonelli che si conferma al 6,7%.
A perdere colpi, invece, è un altro partito del centrodestra: la Lega di Salvini, scivolata al sesto posto tra i maggiori partiti italiani con il 6,3% (-0,2%).
A chiudere, c'è Futuro Nazionale del Generale Vannacci che balza al 3,6% e supera Azione di Carlo Calenda (che cede lo 0,3% e si ferma al 3%), Italia Viva (ferma al 2,2%), Più Europa (all'1,5%) e Noi Moderati all'1,2%.
Come precisa YouTrend sui suoi canali social, "la ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 12 al 25 marzo, è stata effettuata il giorno 26 marzo sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Eumetra (data di pubblicazione: 19 marzo), Noto (24 marzo), SWG (16 e 23 marzo) e Youtrend (24 marzo)"