Un nuovo sondaggio Reuters/Ipsos, condotto tra il 17 e il 19 marzo 2026, mostra un’opinione pubblica americana fortemente divisa sugli attacchi militari degli Stati Uniti contro l’Iran. La maggioranza dei cittadini disapprova l’azione militare, mentre il sostegno varia notevolmente in base all’appartenenza politica. Il sondaggio evidenzia anche preoccupazioni diffuse sui costi della vita e sulle prospettive elettorali in vista delle elezioni di medio termine del 2026.
Secondo il sondaggio Reuters/Ipsos, il 59 per cento degli americani disapprova gli attacchi militari statunitensi contro l’Iran, contro il 37 per cento che li approva.
La divisione è netta lungo linee politiche: il 93 per cento dei democratici e il 63 per cento degli indipendenti disapprovano l’intervento militare, mentre il 77 per cento dei repubblicani si dichiara favorevole.
Il 65 per cento degli intervistati ritiene probabile che gli Stati Uniti invieranno truppe in Iran per un’operazione di terra su vasta scala nel prossimo mese. Tuttavia, il sostegno reale al dispiegamento di forze terrestri rimane basso: solo il 7 per cento sarebbe favorevole all’invio di un gran numero di truppe, mentre il 34 per cento appoggerebbe un piccolo numero di forze speciali per operazioni mirate. La maggioranza assoluta, il 55 per cento, si oppone all’invio di truppe statunitensi in Iran.
Il sondaggio mostra anche che l'aumento dei prezzi della benzina ha colpito direttamente la maggioranza delle famiglie americane. Il 55 per cento afferma che le proprie finanze ne sono state influenzate. Inoltre, il 62 per cento ritiene estremamente o molto probabile che i prezzi della benzina continueranno a salire nel prossimo mese.
In vista delle elezioni di medio termine del 2026, il sondaggio Reuters/Ipsos evidenzia le priorità degli elettori. Il 40 per cento considera il costo della vita il fattore più importante nel determinare il proprio voto, seguito dall’assistenza sanitaria (29 per cento) e dai valori e dalle norme democratiche (24 per cento). Altri temi rilevanti includono l’alloggio (21 per cento) e l’immigrazione (16 per cento).
Questi dati suggeriscono che, mentre la politica estera e la guerra in Medio Oriente catturano l’attenzione, le questioni economiche rimangono centrali per la maggioranza degli elettori.
Il sondaggio conferma che gli americani sono divisi sulla strategia militare in Iran e preoccupati dall’impatto economico dei conflitti internazionali.