Un’inchiesta del Washington Post accende nuove tensioni tra Unione europea e Ungheria, sollevando dubbi su possibili fughe di informazioni verso Mosca durante le riunioni del Consiglio europeo. Le accuse, respinte dal ministro degli Esteri ungherese, arrivano in un momento delicato sia nei rapporti tra Bruxelles e Budapest sia alla vigilia delle elezioni parlamentari nel paese.
Un articolo del Washington Post del 22 marzo 2026 ha suggerito che il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, abbia condiviso per anni informazioni riservate discusse durante le riunioni dell'Unione Europea con il suo omologo russo, Sergei Lavrov.
Secondo quanto riportato, Szijjarto avrebbe telefonato regolarmente a Lavrov durante le pause delle riunioni dell’UE per informarlo con "resoconti diretti su quanto discusso" e sui possibili passi successivi.
Il ministro degli Esteri ungherese ha commentato il rapporto definendolo una "fake news".
Fake news as always. You are telling lies in order to support Tisza Party to have a pro-war puppet government in Hungary. You will not have it! https://t.co/pNb1dLUSmM
— Péter Szijjártó (@FM_Szijjarto) March 22, 2026
L’inchiesta del quotidiano statunitense ha suscitato le reazioni del blocco europeo.
Il 22 marzo, il primo ministro polacco, Donald Tusk, ha commentato il rapporto in un post su X.
La Commissione europea ha chiesto chiarimenti all’Ungheria. La portavoce della Commissione europea, Anitta Hipper, ha dichiarato il 23 marzo che "un rapporto di fiducia tra gli stati membri e tra questi e l'istituzione è fondamentale per il lavoro dell'UE".
Le accuse sono arrivate in un momento di tensione tra Budapest e Bruxelles, anche a causa del veto dell’Ungheria contro un prestito di 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina.
Inoltre, l’Ungheria si prepara alle elezioni parlamentari del 12 aprile. Il partito del primo ministro Viktor Orbán, Fidesz, affronterà Tisza, guidato da Péter Magyar, leader dell’opposizione. Tisza è in testa nella maggior parte dei sondaggi, mentre Orbán punta a ottenere un nuovo mandato.