Il Consiglio europeo del 19 marzo 2026 si è svolto in un contesto segnato da forti tensioni politiche, senza riuscire a sbloccare il veto ungherese sul prestito destinato all’Ucraina. La questione, legata anche alla crisi dell’oleodotto Druzhba e alle tensioni energetiche, continua a rappresentare uno dei principali punti di divisione all’interno dell’Unione europea, tra sostegno a Kiev e interessi nazionali dei singoli stati membri.
Il Consiglio europeo del 19 marzo non ha segnato una svolta sul veto ungherese al prestito destinato all’Ucraina.
Dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, nel febbraio 2022, l’Unione europea ha dimostrato un fermo sostegno a Kiev. Il prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina rientra in questi impegni degli stati membri.
Il vertice tenutosi il 19 marzo a Bruxelles è stato dominato da una serie di temi, tra cui la crisi in Medio Oriente, l’impennata dei prezzi dell’energia e il veto dell’Ungheria, che è stato uno dei punti più delicati.
Nel mese di febbraio l’Ungheria ha posto un doppio veto sia al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia sia al prestito da 90 miliardi di euro per Kiev, legandolo alla crisi dell’oleodotto Druzhba.
L’Oleodotto Druzhba è una delle principali infrastrutture energetiche, costruita in epoca sovietica, che trasporta petrolio dalla Russia verso diversi paesi dell’Europa centrale e orientale, tra cui Ungheria e Slovacchia. L’oleodotto è stato danneggiato da un attacco russoalla fine di gennaio, interrompendo le forniture.
Budapest e Bratislava ritengono che l’Ucraina stia utilizzando l’incidente per bloccare il transito.
Se da un lato Bruxelles è chiamata a garantire l’approvvigionamento energetico dei paesi membri, dall’altro continua a sostenere Kiev. La disputa resta quindi aperta.
Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, continua a mantenere una posizione ferma sul veto.
"Siamo pronti a sostenere l'Ucraina quando riavremo il nostro petrolio, che ci viene bloccato. Fino ad allora, non ci sarà alcuna decisione favorevole all'Ucraina", ha affermato Orban.
La controversia con Kiev rappresenta anche un elemento rilevante nella campagna elettorale di Orban. L’Ungheria si prepara alle elezioni parlamentari del 12 aprile e l’esito della tornata elettorale potrebbe modificare gli equilibri politici a Budapest.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha pubblicato su X alcuni estratti del suo intervento al Consiglio europeo. Zelensky ha espresso la sua frustrazione per i ritardi:
In the past few days, we have received signals from the American side that talks may resume soon. But with what mindset will the Russian side come to the talks this time?
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) March 19, 2026
It depends on all of us together to make sure the Russians do not come to these talks feeling that their… pic.twitter.com/ouC4WNdVpG