Il fronte del No ha vinto il Referendum sulla Giustizia 2026 con il 54% delle preferenze (53,75% quando mancano poco più di mille seggi da scrutinare).
Una vittoria netta, evidente fin dai primissimi exit poll. Un successo che, dalla chiusura delle urne, non è mai stato in bilico e che ha assunto immediatamente i connotati di una volata.
Il testa a testa predetto dai sondaggi non c’è stato, c’è stato invece il ribaltone del centrosinistra sul centrodestra. Determinante l’affluenza ben oltre il 58% che ha trascinato il No sui territori.
A partire da stasera la maggioranza di governo avrà molto su cui riflettere, e soprattutto su come abbia fatto a dilapidare in poche settimane il vantaggio iniziale.
Il No viaggia verso il 54% delle preferenze, a fronte del 46% dei Sì. La tanto controversa separazione delle carriere dei magistrati non passa neanche questa volta e la Costituzione italiana non sarà modificata.
Cala il sipario su una delle campagne elettorali più agguerrite e accese degli ultimi anni, caratterizzata da scontri e tensioni quotidiane che hanno visto fronteggiarsi con toni spesso aspri maggioranza e opposizione, governo e magistratura.
Cala un sipario, e immediatamente se ne alza un altro, quello per le Elezioni Politiche del 2027. La larga vittoria del No è anche una vittoria dell’opposizione che ha fin da subito impostato la campagna referendaria come un giudizio sul governo.
La pesante sconfitta del Sì, è anche la sconfitta del governo che ha parlato al Paese e per la prima volta dal settembre 2022 non è stato ascoltato.
Quasi dieci punti di distacco è un risultato che non lascia alibi. La sconfitta è netta ed è tutta ascrivibile al centrodestra che da gennaio a marzo è riuscito a dilapidare un vantaggio iniziale di tutto rispetto.
Partito come favorito, il Sì a gennaio era dato ben oltre il 53%, già a inizio febbraio tuttavia si era cominciato a registrare i primi segnali di un’inversione di tendenza che poi si è concretizzata nelle prime settimane di marzo.
Le ultime rilevazioni prima del silenzio dei sondaggi pre-voto certificavano il sorpasso del centrosinistra e prevedevano un testa a testa all’ultimo voto che alla fine non c’è stato.
Come ha fatto il Sì ha perdere il Referendum sulla Giustizia? Un fattore determinante è stata sicuramente la polarizzazione del voto sul governo che ha dato uno ‘scopo’ in più agli elettori di centrosinistra per recarsi a votare e votare ‘No’ per bocciare riforma e governo.
Ma non hanno giovato neanche alcune dichiarazioni di alcuni esponenti della maggioranza che si sono trasformati in veri e propri casi al ridosso dell’apertura delle urne.
Il risultato del referendum non avrà ripercussioni immediate sulla tenuta del governo che, come più volte ribadito dai vertici di Palazzo Chigi non si dimetterà, ma rappresenta comunque un duro colpo per il centrodestra che ha spinto compatto per il Sì presentandolo come pilastro del programma di governo.
Un altro elemento da non sottovalutare nella maggioranza riguarda il rafforzamento del centrosinistra che adesso ha preso coscienza del fatto di poter sconfiggere il centrodestra alle urne. Una consapevolezza che compatta il campo largo e da una linfa alla narrativa anti-Meloni.