22 Mar, 2026 - 14:48

Stretto di Hormuz, condanna e appello alla de-escalation: oltre 20 paesi firmano una dichiarazione congiunta

Stretto di Hormuz, condanna e appello alla de-escalation: oltre 20 paesi firmano una dichiarazione congiunta

Una vasta coalizione di paesi occidentali e alleati ha preso posizione contro le recenti tensioni nello Stretto di Hormuz, denunciando le azioni dell’Iran e chiedendo un’immediata de-escalation. La dichiarazione congiunta riflette la crescente preoccupazione internazionale per la sicurezza marittima e per le possibili conseguenze sull’economia globale.

Stretto di Hormuz, condanna degli attacchi e richiesta di stop immediato

I leader di oltre 20 paesi, tra cui Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Corea del Sud e Giappone, si sono dichiarati disponibili a contribuire agli sforzi per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più strategici per il commercio energetico globale.

Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Giappone, Canada, Repubblica di Corea, Australia, Nuova Zelanda, Danimarca, Lettonia, Slovenia, Estonia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, Romania, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Lituania hanno rilasciato, il 21 marzo 2026, una dichiarazione congiunta sullo Stretto di Hormuz.

I paesi firmatari della dichiarazione hanno condannato con fermezza i recenti attacchi contro navi mercantili e infrastrutture civili nel Golfo. Nella dichiarazione viene anche lanciato un appello a cessare qualsiasi tentativo di ostacolare la navigazione commerciale.

Viene inoltre ribadita la necessità di rispettare la Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Libertà di navigazione e rischi globali

Al centro della dichiarazione c’è il richiamo alla libertà di navigazione, definita un “principio fondamentale del diritto internazionale”, anche alla luce della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.

I leader hanno ribadito che le azioni dell’Iran non rappresentano solo una minaccia regionale ma rischiano di avere effetti su scala globale. Si legge inoltre che l’interferenza “con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene di approvvigionamento energetico globali costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali”.

Energia, sicurezza e risposta internazionale

Oltre alla condanna, i paesi firmatari hanno espresso la volontà di contribuire attivamente alla sicurezza dello Stretto, anche sostenendo iniziative volte a garantire il passaggio sicuro delle navi.

Accolto con favore anche il ruolo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, che ha autorizzato un rilascio coordinato di riserve strategiche di petrolio per stabilizzare i mercati. I 32 Paesi dell’AIE hanno concordato l’11 marzo il rilascio di 400 milioni di barili per affrontare la crisi energetica.

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