Lo Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più importanti al mondo, è al centro di crescenti tensioni dopo che tre navi sono state colpite da proiettili di origine sconosciuta. Gli attacchi seguono l’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran iniziata il 28 febbraio 2026, aumentando i rischi per la navigazione e il commercio globale.
Le autorità marittime hanno dichiarato che tre imbarcazioni sono state colpite da “proiettili sconosciuti” nello Stretto di Hormuz. Diverse navi sono state colpite in questa zona strategica, sottolineando l’aumento della tensione nella regione.
Secondo quanto riportato da Reuters, la Marina thailandese ha annunciato, l’11 marzo 2026, di aver prestato assistenza ad una nave battente bandiera thailandese, la Mayuree Naree. La nave è stata colpita a 11 miglia nautiche a nord dell’Oman, causando un incendio a bordo. Tutti i 23 membri dell’equipaggio sono stati messi in salvo senza feriti gravi.
Una nave portacontainer giapponese, la One Majesty, ha subito danni lievi dopo essere stata colpita a circa 46 km dalla costa degli Emirati Arabi Uniti. Una terza nave cargo è stata colpita a circa 50 km a nord-ovest di Dubai.
Le cause degli attacchi sono ancora oggetto di indagine. Parallelamente, l’UK Maritime Trade Operations (UKMTO) ha raccomandato a tutte le navi che transitano nella zona di procedere con cautela, evidenziando la gravità della situazione per la navigazione internazionale.
La pressione sullo Stretto di Hormuz, una delle rotte di navigazione internazionale più importanti, continua ad aumentare con la guerra in Iran. Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi militari contro il paese il 28 febbraio 2026, causando quasi un punto morto per il traffico navale lungo questa rotta critica per il commercio globale.
Questa situazione ha avuto anche ripercussioni sui mercati energetici, contribuendo a far salire i prezzi globali dell’energia, data l’importanza dello stretto per il transito del petrolio e del gas naturale.
In risposta agli attacchi israelo-americani, Teheran ha lanciato una serie di rappresaglie contro diversi paesi del Golfo, incluso un giacimento petrolifero in Arabia Saudita.
La situazione nello Stretto di Hormuz resta delicata. Mentre la crisi non mostra segni di rallentamento, gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver distrutto 16 navi posamine nello Stretto.