22 Mar, 2026 - 18:04

Morte Davide Calvia, chiesto rinvio a giudizio per il cugino Giovannino Pinna: “Anni di bugie, ora giustizia"

Esclusiva di
Tag24.it
Morte Davide Calvia, chiesto rinvio a giudizio per il cugino Giovannino Pinna: “Anni di bugie, ora giustizia"

Sono trascorsi quasi tre anni dalla morte di Davide Calvia, il cui cadavere venne ripescato il 22 aprile 2023 nelle acque antistanti Rasciada, nel comune di Castelsardo, in provincia di Sassari. Vittima, secondo il cugino Giovannino Pinna, di un naufragio avvenuto l'11 aprile, quando erano usciti insieme per una battuta di pesca. 

Secondo la prima ricostruzione, Davide sarebbe annegato, mentre lui sarebbe riuscito a salvarsi. Era stato ritrovato il giorno dopo, in ipotermia ma vivo, nella zona di Marritza, dove sarebbe arrivato a nuoto.

Tutta una messinscena, secondo la Procura: nelle scorse ore il procuratore di Sassari, Armando Mammone, ha chiesto il rinvio a giudizio per Pinna con la pesantissima accusa di omicidio volontario.

"Dopo tre anni di un silenzio assordante e di versioni che offendevano la memoria di mio fratello, la chiusura delle indagini della Procura di Sassari squarcia finalmente il velo di un'ipocrisia durata troppo a lungo" afferma Nadia Calvia, sorella della vittima, a TAG24.

Caso Davide Calvia, chiesto il processo per Giovannino Pinna. La sorella della vittima: "Un buco nero di bugie"

La sorella Nadia Calvia non ha mai smesso di chiedere giustizia per suo fratello Davide, come ha raccontato in una precedente intervista, trasformando il dolore in determinazione per giungere alla verità.

L'autopsia sul cadavere aveva smentito la morte per annegamento, ma aveva individuato come causa del decesso un "politraumatismo contusivo con fratture multiple", non compatibile con un urto sugli scogli.

Secondo la famiglia, c'erano ancora troppi punti oscuri da chiarire su cosa fosse davvero accaduto quel giorno.

"Per l'opinione pubblica, quello dell'11 aprile 2023 era un tragico naufragio all'Asinara. Per noi, la famiglia di Davide, è sempre stato un buco nero fatto di incongruenze e bugie. Io ne dubitavo fortemente, fin dal principio" afferma Nadia Calvia. "La richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario trasforma quello che veniva chiamato 'incidente' in un atto di violenza deliberata".

Dopo oltre tre anni di indagini, la Procura ha individuato in Pinna il presunto responsabile di quanto accaduto. Stando all'accusa, avrebbe prima ucciso il cugino, poi ne avrebbe abbandonato il corpo in mare.

"Sapere che l'accusato è un familiare con cui condivideva il sangue, aggiunge un senso di tradimento che nessuna parola può descrivere appieno" aggiunge.

La barca rubata e "fatta affondare"

Sempre secondo l'ipotesi accusatoria, la barca, risultata rubata a Porto Torres, sarebbe stata fatta affondare volontariamente da Pinna, in modo da cancellare ogni traccia del presunto delitto. All'indagato vengono quindi contestati, oltre all'omicidio volontario, anche i reati di furto di imbarcazione e di naufragio o affondamento di un natante.

​"Abbiamo dovuto ascoltare, dai racconti di Giovannino, di un loro abbraccio finale prima dell'ipotermia e di un disperato tentativo di salvarlo dall'annegamento quando a Davide, stremato in acqua, si sarebbe sganciato il giubbotto di salvataggio" sottolinea Nadia Calvia.

"Messinscene che oggi crollano davanti all'evidenza scientifica. Come sorella, la mia battaglia non è mai stata dettata dalla vendetta, ma da una promessa fatta a Davide prima ancora del suo ritrovamento: la verità", aggiunge con fermezza. 

L'udienza preliminare fissata per maggio

Il prossimo 27 maggio l’indagato Pinna dovrà presentarsi davanti al giudice dell’udienza preliminare, Sergio De Luca, per rispondere dell'accusa. 

"Quel giorno saremo in aula. Non cerchiamo solo un colpevole, cerchiamo la piena luce su ogni responsabilità e su chiunque possa aver coperto questo orrore" spiega Nadia Calvia. 

"Davide non ha più voce, ma la mia non tremerà finché non avrà ottenuto la giustizia che merita. Ho sempre scritto una frase nel suo ricordo: 'Suona in Paradiso e canta tra gli angeli'. Oggi la sua musica è un grido che chiede dignità".

LEGGI ANCHE