18 Mar, 2026 - 13:05

Referendum sulla Giustizia, perché Schlein parla di “lotteria”? Tutte le accuse a Meloni

Referendum sulla Giustizia, perché Schlein parla di “lotteria”? Tutte le accuse a Meloni

La campagna elettorale per il referendum costituzionale sulla giustizia si appresta a sparare i suoi ultimi fuochi facendo salire ulteriormente la tensione tra maggioranza e opposizione. 

Lo scontro quotidiano si gioca su dichiarazioni spesso al vetriolo e sull’uso politico dei temi giudiziari, diventati terreno privilegiato di conflitto tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein.

Questa mattina, la segretaria dem è tornata ad attaccare la premier, che domani – giovedì 19 marzo – sarà ospite del podcast di Fedez, “Pulp Podcast”.

Schlein accusa Meloni di strumentalizzare l’attualità per spingere i cittadini a sostenere una riforma che, secondo lei, mira a limitare libertà e indipendenza della magistratura.

Referendum giustizia, le accuse di Schlein a Meloni

In un’intervista a “Rinascita”, la segretaria Pd ha affermato che Meloni ''dovrebbe smetterla di strumentalizzare l’attualità anche perché poi succede come con la drammatica vicenda di Rogoredo, su cui ancora non si è scusata per aver attaccato i giudici che indagavano, e se l’avessero ascoltata quel poliziotto avrebbe ancora l’uniforme''.

Schlein denuncia come la campagna referendaria, invece di concentrarsi sul merito, sia stata politicizzata. La leader dem cita poi affermazioni di Meloni secondo cui “se vince il no ci saranno più stupratori liberi per strada”, ricordando che ''veramente è stato il governo a liberare uno stupratore e torturatore libico e riportarlo a casa con un volo di Stato''.

La segretaria dem: “Canali social premier? Una rivista di cronaca”

La segretaria Pd ha evidenziato anche come, in piena crisi internazionale e con l’impennata dei prezzi di energia e carburanti, i canali social della Presidente del Consiglio appaiano come una “rivista di cronaca giudiziaria”. 

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''Dalla prima conferenza stampa che ho fatto, appena dopo l’approvazione della riforma costituzionale, ho detto che noi non avremmo politicizzato, e che sarebbe stata Meloni a farlo. È andata esattamente così''. 

Schlein ha concluso: 

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''Noi continueremo fino all’ultimo giorno utile a stare tra le persone spiegando le ragioni di merito del nostro No. Oggi (18 marzo, ndr) ci sarà la grande manifestazione convocata dal comitato civico del No a Piazza del Popolo, cui parteciperemo anche noi come Partito Democratico. Poi chiuderemo il tour che mi ha vista impegnata in tutto il Paese a Milano venerdì sera''.

Sorteggio del CSM: la “lotteria” che mette a rischio la rappresentanza democratica

Sul fronte istituzionale, la leader dem interviene anche sulla proposta di sorteggio dei membri del Csm: una misura definita ''una sorta di lotteria'' che ''non elimina le correnti, elimina la rappresentanza democratica'', con ''sorteggio asimmetrico più peso a politica''.

Schlein denuncia rischi paradossali:

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'potrebbero essere sorteggiati tutti componenti di una stessa area, oppure tutti uomini con grave danno alla parità di genere''.

Infine, la segretaria Pd accusa il governo di aver promosso una prova muscolare sulla Costituzione. La riforma, secondo Schlein, è ''sbagliata e dannosa'' e il governo l’ha blindata senza accettare modifiche di opposizione o della maggioranza.

E, infine, avverte: 

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''La riforma indebolisce l’indipendenza della magistratura. E’ evidente che l’obiettivo sia un altro: cambiare la Costituzione e spaccare il CSM in tre per indebolire l’indipendenza della magistratura''.

 

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