Oggi Mario Sechi ha fatto una scoperta importante: in Italia, c'è una sinistra con cui si può parlare.
Si tratta di quella che vota Sì al prossimo referendum sulla Giustizia.
Quella che non cambia idea davanti all'opzione di dividere le carriere dei magistrati, creare due Csm, un'Alta Corte di Giustizia e instaurare il sorteggio per individuare i consiglieri superiori solo perché al governo, adesso, c'è il centrodestra ed è stato lui a promuovere la riforma.
Il direttore di Libero mette giù il cappello davanti a gente come Augusto Barbera, Stefano Ceccanti, Enrico Morando, Giuliano Pisapia e Arturo Parisi. E sì, proprio lui: il braccio destro di Romano Prodi è l'ultimo, in ordine temporale, che si è unito alla pattuglia di sinistra che voterà Sì alla riforma Nordio.
Per il direttore di Libero, Arturo Parisi e chi, come l'ex braccio destro di Romano Prodi, vota Sì al referendum da sinistra, dà una lezione a Elly Schlein e Giuseppe Conte.
Oggi, infatti, tre europarlamentari dei loro (Alessandro Zan, Gaetano Pedullà e Cristina Guarda) hanno dato appuntamento a Bruxelles per una conferenza stampa allo scopo di annunciare urbi et orbi che nel nostro Paese "la democrazia è in grave pericolo". Ma chi davvero si batte per una giustizia più giusta, anche da quel campo, annuncia il suo Sì alla riforma:
ha scritto Sechi: è la sinistra di Augusto Barbera e Stefano Ceccanti, di Enrico Morando e Giuliano Pisapia, di Arturo Parisi, "prodiano di ferro che non ha mai dimenticato di essere un hombre vertical e ieri ha detto che andrà "a votare per difendere la democrazia" e voterà Sì "per far avanzare una giustizia garantista"..."
Parisi, sul sito dell'associazione LibertàEguale, ha firmato un articolo con il quale spiega il suo sostegno alla riforma Nordio pungendo la sinistra che ha dimenticato "la sua solida ispirazione garantista".
Ben diversamente da Arturo Parisi, invece, per Sechi, hanno deciso di agire Elly Schlein e Giuseppe Conte:
La conclusione di Sechi, allora, è stata questa:
Per il direttore di Libero, "il centrodestra ha fatto la sua campagna sui contenuti, insieme a un gruppo di riformisti coraggiosi che a sinistra non ha ceduto al ricatto delle guardie rosse. È un fatto politico nuovo e non sarà senza conseguenze".