15 Mar, 2026 - 17:30

Italia in guerra, botta e risposta Schlein-Tajani: tensioni sulle basi USA e prezzi della benzina

Italia in guerra, botta e risposta Schlein-Tajani: tensioni sulle basi USA e prezzi della benzina

Il tema della concessione delle basi Nato in Italia agli Usa per la guerra contro l'Iran continua ad essere un tema caldo del dibattito politico e dello scontro tra maggioranza e opposizione. 

Oggi, domenica 15 marzo, a battibeccare a distanza sulla questione sono stati la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. 

A dare il via alla polemica – l'ennesima sull'argomento – è stata un'intervista rilasciata oggi dalla segretaria dem al Corriere della Sera. La risposta del vicepremier di Forza Italia è arrivata nel pomeriggio ai microfoni di Rete Quattro.

Ecco cosa si sono detti Schlein e Tajani sulla questione delle basi italiane agli Usa.

Botta e risposta Tajani-Schlein sull'uso delle basi Nato in Italia

Il confronto tra Antonio Tajani ed Elly Schlein nasce dalla questione dell’uso delle basi militari italiane da parte degli Stati Uniti in caso di conflitto con l’Iran.

Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha ribadito ancora una volta la richiesta al governo di negare subito qualsiasi autorizzazione, sottolineando i rischi costituzionali e le conseguenze economiche sui cittadini, come il caro carburanti. 

Il ministro degli Esteri Tajani, ha difeso la linea del governo, ricordando che gli accordi con gli Usa consentono l’uso delle basi solo per motivi logistici. 

Guerra e caro benzina, Schlein attacca ancora il governo 

A dare il la al botta e risposta è stata Elly Schlein. In un'intervista al Corriere della Sera, la segretaria dem ha rinnovato l'appello al governo di non concedere l'uso delle basi italiane agli USA nell'ambito del conflitto con il regime di Teheran. 

La leader del pd invita il governo Meloni a ''negare da subito" ogni supporto agli attacchi Usa.

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Anche l'altro giorno in Aula Meloni non è riuscita a escludere chiaramente che, al di là degli accordi, si dia alcun tipo di autorizzazione per supportare gli attacchi di Trump verso l'Iran. Noi chiediamo al governo non di dire, come sta facendo adesso, 'se ce lo chiederanno torneremo in Parlamento', ma di chiarire subito che negherebbe l'autorizzazione, anche perché si porrebbe in contrasto con la nostra Costituzione.

Elly Schlein è intervenuta anche su un altro tema molto caldo e che sta mettendo in grosse difficoltà il governo, ovvero quello dall'aumento del prezzo dei carburanti come conseguenza della crisi iraniana e della chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran.

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“Ieri il Financial Times sottolinea che quello energetico è uno dei principali campi di battaglia del conflitto. Quelli che invece la pagano più cara sono gli italiani. Sempre il Financial Times, qualche giorno fa, ha pubblicato uno studio che rivela come il Paese più esposto alle conseguenze economiche di questo rincaro dell'energia sia l'Italia. 

Sempre oggi, da Bologna, a margine dell’evento “Vota no per difendere la Costituzione", ha ribadito la richiesta al governo di attivare il meccanismo delle accise mobili contro il caro carburanti.

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“Chiediamo al governo di fare in fretta. Ho apprezzato l'apertura della presidente Meloni su questa proposta che abbiamo avanzato, ma i giorni stanno scorrendo e intanto continuano a pagare gli italiani. Gli italiani non vogliono pagare le guerre illegali di Trump e Netanyahu”. 

Tajani replica: “Rispettiamo gli accordi con gli Usa per uso basi per scopi logistici”

A Elly Schlein ha replicato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ai microfoni di 'Tg4 Diario della domenica', ribadendo la posizione del governo, ovvero, il rispetto degli accordi con gli Usa che prevedono la concessione dell'utlizzo delle basi solo per motivi logistici. 

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Noi abbiamo detto sin dall'inizio che rispettiamo gli accordi che abbiamo dagli anni 50 con gli Usa che autorizzano l'utilizzo delle basi americane solo per motivi logistici. Qualora ci fossereo altre richieste, ma fino ad oggi non ce ne sono state, il governo italiano andrà in Parlamento e valuterà insieme cosa fare. Potremmo decidere anche da soli ma abbiamo sempre voluto coinvolgere il Parlamento, chiedendo anche all'opposizione di collaborare sulla grandi questioni di politica estera''.

Ha detto il titolare delle Farnesina che poi ha precisato:

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Tutto andrà fatto in sintonia con l'Ue, ribadirò la necessità di una posizione comune''.

In merito, invece, alle accuse sui rincari dei carburanti, Tajani ha evidenziato che in questo momento è importante 'agire bene' e non in fretta. 

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Dobbiamo evitare che ci sia un'impennata dei prezzi: il governo sta valutando la possibilità di una riduzione delle accise, compensandola con l'aumento dell'Iva. Stiamo riflettendo e lavorando, il problema non è fare in fretta ma fare bene, di affrontare la questione bene. 

 

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