Il direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, ha fatto sapere che il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha rivolto frasi intimidatorie contro il giornale.
“Se dovete speculare fate pure. Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete”, avrebbe detto Gratteri, secondo quanto riportato nell’edizione di oggi del giornale, nell’articolo di Ginevra Leganza. Una frase per cui Il Foglio chiederà l’intervento della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dell’Ordine dei giornalisti.
La condanna alle parole di Gratteri è arrivata anche dalla politica, compatta. Tutti i partiti - Forza Italia, Lega, FdI, Nm, Pd, M5s, Avs e gruppo Misto - hanno chiesto nell’aula della Camera un’informativa del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sulle parole del procuratore.
Sul tema è poi intervenuta Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi: “Ho letto le parole di Gratteri al Foglio e contro Il Foglio e mi hanno colpito”, ha detto Costante. “Non si possono accettare violazioni dell’articolo 21 della Costituzione neppure da parte dei magistrati. In Italia c’è una legge sulla diffamazione chiara: se uno si ritiene diffamato, querela”.
Secondo quanto riportato dal giornale, il procuratore antimafia sarebbe stato contattato per commentare la clip in cui Gratteri, ospite su La7 di Massimo Gramellini, aveva scherzato sulla vittoria al Festival di Sanremo di Sal Da Vinci con il brano "Per sempre sì”, sostenendo che in realtà il cantante fosse un sostenitore del fronte del no.
Una battuta, probabilmente, dato che negli ultimi giorni il vincitore del Festival è stato tirato per la giacca a destra e a sinistra per lo slogan involontariamente attinente alla consultazione referendaria, tanto da ricevere anche una chiamata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Raggiunto dal Foglio per commentare questa battuta – per alcuni, in realtà, una vera e propria gaffe da parte di Gratteri – il procuratore avrebbe reagito con fastidio alle domande della giornalista. “Era tutto uno scherzo”, avrebbe spiegato Gratteri tornando sull’episodio. “Ridevo con il presentatore”.
Alla replica della giornalista, che ha ricordato a Gratteri come lo stesso Sal Da Vinci abbia negato qualsiasi uso del suo brano per fini politici, il procuratore si sarebbe a quel punto spazientito.
“Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Fatelo. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti”, avrebbe risposto Gratteri alla giornalista che, comprensibilmente incredula, avrebbe chiesto delucidazioni sul termine “conti”.
“Nel senso che tireremo una rete”, la risposta glaciale e non rassicurante di Gratteri. “Lei, o chi per lei, è in buona fede? E allora potrà credere anche a me. Era tutto un gioco tra me e il presentatore. Ci siamo guardati, abbiamo riso, riguardi la trasmissione”.
Le frasi, riportate oggi in prima pagina sul Foglio e rilanciate dal direttore Cerasa, hanno attirato immediatamente l’attenzione e provocato indignazione, sopratutto perché rivolte a una giornalista. Anche perché Nicola Gratteri non è esattamente una figura di secondo piano, ma uno dei protagonisti dello schieramento per il no alla riforma.
Quella di oggi non è l'unica uscita del procuratore che ha fatto discutere. Basti pensare, ad esempio, alla polemica esplosa dopo che il procuratore ha detto che “al referendum voteranno no le persone perbene, voteranno sì i massoni e i mafiosi”.
In giorni già convulsi – si pensi all’eco delle dichiarazioni della capo di gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, che ha apertamente invocato il sì al referendum per “togliere di torno la magistratura” – le parole di Gratteri buttano ulteriore benzina sul fuoco.
Il caso è stato commentato anche dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria, Alberto Barachini. “Stupisce che una dichiarazione dal contenuto assimilabile a una sorta di intimidazione alla libera stampa arrivi da un magistrato. Esprimo la mia vicinanza al direttore del Foglio. Attendiamo che il procuratore si scusi”, aggiunge Barachini.
“Gratteri è chiaramente fuori controllo. Oggi minaccia apertamente Il Foglio. Un magistrato che minaccia un giornale è da sospensione immediata. Esattamente quanto un capo di gabinetto del Ministero della Giustizia che insulta i magistrati. Fateci una cortesia: mettetevi da parte entrambi. E torniamo a parlare di contenuti”, ha scritto su X Calenda.
"Voglio esprimere solidarietà al quotidiano Il Foglio per le gravi minacce subite dal procuratore Gratteri. Un atto gravissimo che lede la libertà di stampa. È inaccettabile che un magistrato cerchi di censurare l’informazione, che rivolga intimidazioni, paventando ritorsioni, nei confronti di giornalisti colpevoli soltanto di fare il proprio lavoro. Un cattivo esempio, in contrasto anche con l’appello del Presidente della Repubblica al rispetto dei toni e del libero pensiero" ha scritto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.