06 Mar, 2026 - 14:55

Guerra Iran, Meloni torna a parlare della crisi: “Proteggere gli italiani è la priorità”

Guerra Iran, Meloni torna a parlare della crisi: “Proteggere gli italiani è la priorità”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta nuovamente sulla crisi nel Golfo Persico.

Per la seconda volta di in due giorni e la terza da inizio settimana, la premier ha espresso preoccupazione per una possibile escalation del conflitto iraniano alla luce degli ultimissimi sviluppi che hanno visto l’attacco di due Paesi Nato (Turchia e Cipro) da parte del regime di Teheran. 

In questo contesto Meloni ha pubblicato una nuova dichiarazione sui social per aggiornare sulla posizione dell’Italia e sul lavoro del governo. La premier ha scelto di intervenire nuovamente per ribadire l’impegno dell’esecutivo italiano nel monitorare la situazione e nel proteggere i cittadini italiani.

Nel suo messaggio Meloni ha sottolineato come il governo stia seguendo da vicino gli sviluppi della crisi e lavorando in costante coordinamento con partner e alleati occidentali, mantenendo al tempo stesso alta l’attenzione sugli effetti economici e sulla sicurezza.

Meloni: “Proteggere gli italiani e favorire il ritorno alla diplomazia”

Proteggere i cittadini italiani e lavorare per la de-escalation del conflitto sono le due priorità indicate da Giorgia Meloni nel suo messaggio.

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La priorità è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti,

scrive la premier, che poi continua:

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“Continuiamo a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Il Governo italiano è al lavoro senza sosta, in contatto con i nostri alleati e con i partner della regione, per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini italiani.”

Parole con cui la presidente del Consiglio ribadisce la linea della prudenza diplomatica dell’Italia, in un momento in cui il governo è sotto attacco dell’opposizione che chiede una maggiore decisione dell’esecutivo nella condanna dei raid americani e israeliani sull’Iran.

Energia, mercati e sicurezza: i rischi della crisi iraniana per l’Italia

Nel suo intervento la premier ha anche spiegato che il governo non sta monitorando solo l’aspetto militare della crisi, ma anche le possibili conseguenze economiche e di sicurezza per il Paese.

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“Allo stesso tempo stiamo vigilando su tutti i fronti, dalla sicurezza agli effetti economici della crisi, valutando ogni possibile azione di mitigazione in questi ambiti.”

Il riferimento è alle possibili ricadute della crisi sui mercati energetici e sulle rotte commerciali internazionali, elementi che potrebbero avere effetti diretti anche sull’economia italiana.

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L’Italia continuerà a fare la sua parte con responsabilità e determinazione. Come concordato con il Parlamento, nei prossimi giorni sarò anche in Aula per riferire alle Camere.

Conclude Meloni.

Scontro politico sulla crisi Iran: le opposizioni attaccano Meloni

Non si placano, tuttavia, le polemiche per il mancato intervento della Presidente del Consiglio in Parlamento, dove ieri sono intervenuti i ministri di Esteri e Difesa, Tajani e Crosetto. Meloni, a seguito delle insistenze del centrosinistra, interverrà la prossima settimana.

Le opposizioni continuano a criticare il governo per la gestione della comunicazione nel giorno in cui altri leader europei hanno preso posizione sulla crisi.

La capogruppo del Partito Democratico alla Camera Chiara Braga ha criticato duramente la linea dell’esecutivo, sostenendo che il governo non abbia garantito un vero confronto parlamentare.

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La nostra condanna al regime sanguinario di Khamenei è sempre stata nettissima e abbiamo sempre sostenuto le forme di protesta anche in Italia. Ma questo non toglie nulla alla critica a una guerra scatenata da Trump e Netanyahu fuori dal diritto internazionale. Contestiamo al governo l’impossibilità di un confronto vero con la presenza della premier Meloni che continua a fuggire a differenza di tutti gli altri leader europei.

Critiche sono arrivate anche dal deputato di +Europa Benedetto Della Vedova, che sui social ha contestato la scelta di anticipare le comunicazioni al Parlamento rispetto al Consiglio europeo.

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“Sull’Iran Starmer ha parlato, Macron ha parlato, Merz ha parlato, Tusk ha parlato, Sanchez ha parlato: Meloni non ha parlato in modo adeguato. Poteva almeno fare uno statement ufficiale o una conferenza stampa, o meglio ancora venire in Parlamento ieri. E il fatto che abbia anticipato di una settimana le Comunicazioni al Parlamento in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo è una toppa peggiore del buco.

Il dibattito politico, dunque, resta aperto mentre la crisi internazionale continua a evolversi e l’Italia prova a muoversi tra diplomazia, sicurezza e pressioni interne.

 

 

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