05 Mar, 2026 - 10:45

Iran, Meloni a Rtl: “Preoccupata per le possibili ripercussioni sull'Italia”. E prepara aiuti militari nel Golfo

Iran, Meloni a Rtl: “Preoccupata per le possibili ripercussioni sull'Italia”. E prepara aiuti militari nel Golfo

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta questa mattina ai microfoni di Rtl 102.5 e ha parlato della crisi nel Golfo Persico e della posizione del governo italiano in merito agli sviluppi dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. 

Lo ha fatto nel pieno delle polemiche con l’opposizione che avrebbe voluto che andasse a riferire in Parlamento, e soprattutto lo ha fatto anticipando di poche ore l’intervento dei ministri di Difesa e Esteri, Crosetto e Tajani alle Camere, previsto per questa mattina (giovedì 5 marzo 2026) alle Camere.

Per il leader di AVS, Angelo Bonelli, la presidente continua a scappare dal Parlamento. Per il M5S fa “un monologo in radio” ma non trova il tempo per andare in Aula. Il capogruppo del Pd in Senato, Francesco Boccia, si chiede: ”Meloni scappa dal Parlamento, qual è la strategia del governo?”.

La premier, in ogni caso, ha anticipato i concetti chiave che i suoi ministri esporranno al Parlamento che poi sarà chiamato a votare le mozioni sulla crisi del Golfo Persico. 

Meloni intervistata a Rtl sull’Iran: “Mondo nel caos” e prepara aiuti militari nel Golfo"

Meloni ha ribadito la sua preoccupazione per la situazione in Medio Oriente e rilanciato il concetto già espresso nella precedente intervista al Tg5, di una situazione figlia dell’invasione della Russia in Ucraina, che le è costato anche un attacco da parte dell’ambasciata russa a Roma.

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“Sono preoccupata da una crisi sempre più evidente del diritto internazionale e degli organismi multilaterali, che sta generando un mondo sempre più governato dal caos. Era purtroppo prevedibile dopo l'anomalia totale di un membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che invadeva un suo vicino chiaramente più debole. Come abbiamo visto, la situazione è sempre più instabile e imprevedibile”.

Ha detto la premier, che poi ha espresso preoccupazione anche per le possibili ripercussioni sull’Italia.

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“Ovviamente noi stiamo lavorando su tutti questi fronti: intanto siamo in continuo contatto con i principali alleati, con i leader del Medio Oriente, e poi siamo impegnati soprattutto su tre fronti. E cioè lavorare sul piano diplomatico, anche attraverso questi contatti, per capire se ci siano i margini per una ripresa del negoziato sul nucleare iraniano. Obiettivo che però, dal mio punto di vista, è impossibile se l'Iran non smette di attaccare i Paesi limitrofi, i Paesi del Golfo, favorendo una de-escalation.

Giorgia Meloni entra poi nel vivo della questione dell’invio degli aiuti militari ai Paesi alleati coinvolti dagli attacchi iraniani. Questione su cui il governo oggi chiederà il ‘mandato’ al Parlamento.

Meloni aggiunge che l'Italia, come Regno Unito, Francia e Germania, intende inviare aiuti ai Paesi del Golfo:

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“parliamo chiaramente di difesa aerea, non solo perché sono Nazioni amiche ma perché in quell'area ci sono decine di migliaia di italiani, e circa duemila militari che dobbiamo proteggere. E il Golfo è vitale per gli approvvigionamenti.

La presidente del Consiglio ha ribadito che la priorità del Governo è “di mettere in sicurezza le decine di migliaia di italiani che sono nell’area - militari, diplomatici, cittadini che erano in transito - e di dare assistenza a chi è rimasto bloccato”.

Basi Nato in Italia, la premier: “Eventuali decisioni dovranno passare dal Parlamento”

C’è poi la questione delle basi Nato in Italia che gli Stati Uniti potrebbero chiedere di utilizzare per le operazioni in Iran.

Autorizzazione che la premier chiarisce dovrà passare per il Parlamento. Meloni rispondendo alla domanda ha dichiarato:

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“In Italia abbiamo delle basi militari concesse all'utilizzo americano in virtù di accordi che non ho siglato io, che risalgono al 1954 e sono sempre stati aggiornati. Secondo quegli accordi ci sono delle autorizzazioni tecniche quando si parla chiaramente di logistica e di cosiddette operazioni non cinetiche, vale a dire - semplificando - operazioni di non bombardamento. Poi, se arrivassero richieste di uso delle basi italiane per fare altro, io penso che la competenza sarebbe del governo decidere se concedere o no un utilizzo più esteso, ma penso che in quel caso dovremmo deciderlo insieme al Parlamento. Oggi però non abbiamo nessuna richiesta in questo senso. E voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra.

Caro energia: “Faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta alla speculazione”

Altro grande tema collegato all’escalation di violenza e di instabilità nella regione del Golfo Persico è quello dell’energia. Il blocco dello Stretto di Hormuz – controllato dai Pasdaran iraniani – sta facendo balzare alle stelle i prezzi dei carburanti e delle materie energetiche. Il rischio di un effetto domino è più che reale.

Giorgia Meloni ha chiarito che il governo è disposto ad adottare misure estreme per evitare speculazioni:

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Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere, anche ingiustamente, i prezzi dell'energia e i prezzi dei generi alimentari. Faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta alla speculazione. Io sono pronta anche, se necessario, ad aumentare le tasse alle aziende che eventualmente dovessero speculare, per rimettere i proventi sul taglio delle bollette.

Sul fronte della sicurezza, infine, la presidente del Consiglio assicura che il governo è “totalmente mobilitato”.

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“Sono mobilitati tutti i servizi di sicurezza, sono allertati permanentemente. E' stato convocato il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo si sta riunendo in modo cadenzato e noi, insomma, da questo punto di vista abbiamo ovviamente delle eccellenze. Quindi sicuramente anche qui non siamo distratti: la guardia è altissima”.

Ha concluso la premier.

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