04 Mar, 2026 - 11:15

Qual è la posizione dell'Italia sulla guerra in Iran? Cosa ha deciso su basi italiane agli USA e aiuti militari

Qual è la posizione dell'Italia sulla guerra in Iran? Cosa ha deciso su basi italiane agli USA e aiuti militari

Sarebbero almeno quattro i paesi del Golfo Persico che hanno chiesto aiuti militari – per lo più forniture di difesa - al governo italiano. Secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, avrebbe dato il via libera per rispondere alle richieste dei nostri alleati strategici.

Dagli Stati Uniti, al momento, non sarebbero arrivate richieste di utilizzo delle basi Nato in Italia, secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ma nelle ultime ore il Movimento 5 Stelle ha sollevato il caso Sigonella, chiedendo al ministro della Difesa Crosetto di chiarire.

In ogni caso qualsiasi decisione dovrà avere almeno un passaggio parlamentare, sia che si tratti di invio di forniture militari, sia che riguardi la concessione dell'uso delle basi italiane agli Usa. 

L'opposizione continua a chiedere alla presidente Meloni di riferire in Parlamento per chiarire la posizione dell'Italia sulla guerra in Iran. Al momento Meloni ha parlato solo al TG5 (lunedì 2 marzo) ed è attesa in Parlamento il 18 marzo in vista del Consiglio Europeo, ma non è escluso che possa intervenire prima.

La situazione è in costante divenire e qualsiasi decisione del governo, come anche le dichiarazioni ufficiali, vanno ponderate con attenzione poiché potrebbero impattare sulla sicurezza dei nostri concittadini nella regione del Golfo.

 La preoccupazione, infatti, è che i cittadini italiani ancora in Iran possano essere presi come ostaggio. Il governo di Teheran ha chiarito che qualsiasi supporto da parte di Stati stranieri alle operazioni di Usa e Israele verrebbe giudicato come un atto di guerra.

Crisi Golfo Persico, cosa ha deciso il governo su basi italiane agli USA e aiuti militari?

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“Abbiamo richieste di aiuto dal punto di vista logistico, degli strumenti per la difesa aerea da parte di alcuni Paesi. Stiamo valutando cosa si può fare. Naturalmente saranno fatti tutti i passaggi parlamentari necessari qualora ci fosse una decisione in questa direzione. 

Aveva chiarito ieri - nel corso di un punto stampa all'Unità di Crisi – il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Secondo quanto si apprende Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrein avrebbero già inoltrato al nostro governo una richiesta urgente di fornitura di difesa (droni e sistemi antimissile Samp-T).

Secondo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera, Giorgia Meloni ha dato il via libera alle nostre forze armate di rispondere alle richieste degli alleati strategici dell'Italia e lo stato maggiore starebbe facendo una ricognizione rapida di tutto quello che si può inviare. 

La decisione finale tuttavia deve passare per il Parlamento e per questo l'ufficio legislativo di Palazzo Chigi sta valutando se utilizzare lo strumento della risoluzione o del decreto.

Basi italiane agli Usa? Tajani: “Valuteremo”. Il M5S solleva il caso Sigonella

E' sempre il ministro degli Esteri a chiarire la questione dell'utilizzo delle basi militari italiane. 

Al momento non sarebbe arrivata nessuna richiesta da parte del governo americano, ma Germania e Gran Bretagna hanno già concesso a Trump l'uso delle proprie basi. Ha detto di no, invece, il premier spagnolo Pedro Sanchez che non concede le basi in Andalusia. 

E' solo questione di tempo prima che la richiesta venga fatta anche all'Italia. 

''Quando arriverà la richiesta'' da parte degli Stati Uniti sull'uso delle basi italiane per la guerra contro l'Iran ''il governo la valuterà”, ha dichiarato Tajani. 

Nelle scorse ore, tuttavia, il Movimento 5 Stelle ha sollevato il caso della base di Sigonella e  del centro Muos di Niscemi. Secondo quanto denunciato dai capigruppo M5s delle Commissioni Esteri e Difesa, i due siti sarebbero già coinvolti nelle operazioni militari Usa contro l’Iran, con Sigonella in stato d’allerta e interessata da un intenso traffico di aerei cargo e velivoli spia americani.

Gli esponenti pentastellati hanno chiesto chiarimenti al ministro Crosetto sul livello di coinvolgimento delle basi italiane e sugli eventuali rischi per la sicurezza dell’Italia.

Qual è la posizione dell'Italia sulla guerra in Iran? Ecco cosa ha detto Tajani

Intanto l'opposizione chiede da giorni che la presidente del Consiglio riferisca in Parlamento sulla posizione dell'Italia sulla guerra in Iran.

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In questo momento bisogna parlarsi pur partendo da posizioni non coincidenti. Ho sentito sabato Tajani, sono venuti in commissioni Esteri Tajani e Crosetto ma è chiaro che questo non è sufficiente. Chiediamo alla Meloni di venire a dare una valutazione politica in Parlamento. 

Ha detto Elly Schlein ad Agorà, su Raitre, mentre ieri – ospite a Di Martedì su La7 – Giuseppe Conte ha sottolineato:

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Il governo non la sta gestendo affatto. Ieri abbiamo avuto in commissioni congiunte due ministri, degli Esteri e della Difesa, Crosetto e Tajani. Non abbiamo capito qual è la posizione dell’Italia, nulla di nulla.

Qual è la posizione dell'Italia sulla guerra in Iran? 

A rispondere è ancora una volta il titolare della Farnesina che, ieri sera, intervistato da Bruno Vespa a “Cinque minuti” su Rai1 ha chiarito che la posizione del governo italiano è quella dell'Unione Europea.

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 ''Abbiamo sottoscritto un documento, al termine della riunione del Consiglio europeo, che condanna l'azione dell'Iran contro i paesi dell'area del Golfo, che non hanno nulla a che fare con l'attacco militare americano e israeliano''.

Ha dichiarato Tajani che poi ha aggiunto:

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''E' inaccettabile che l'Iran possa avere la bomba atomica, perché è un pericolo per tutto il mondo, ed è inaccettabile che possa avere missili a lungo raggio che possono colpire anche in Europa. Però noi non vogliamo che la crisi si estenda e quindi speriamo che si possa raggiungere alla fine un accordo''.

 

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