03 Mar, 2026 - 12:02

Chi governa l’Iran dopo la morte di Khamenei: ruolo del consiglio direttivo temporaneo e futuri scenari

Chi governa l’Iran dopo la morte di Khamenei: ruolo del consiglio direttivo temporaneo e futuri scenari

L’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei da parte di Stati Uniti e Israele ha aperto una fase di incertezza ai vertici della Repubblica Islamica. Per la seconda volta dalla rivoluzione del 1979, l’Iran si trova ad affrontare la sostituzione della propria Guida Suprema, figura centrale dell’assetto istituzionale e religioso del paese. A differenza del 1989, quando la transizione avvenne in tempi rapidissimi, questa volta il contesto regionale e militare rende il processo più complesso e potenzialmente più lungo.

Morte Khamenei, il vuoto di potere e il consiglio di transizione

Ali Khamenei era succeduto nel 1989 all’ayatollah Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica. All’epoca, la nomina del nuovo leader avvenne in meno di 24 ore e non fu necessario alcun organismo ad interim. Oggi, invece, la situazione appare diversa. Ali Khamenei è stato ucciso, durante gli attacchi israelo-americani del 28 febbraio 2026, senza che fosse stato indicato ufficialmente un erede.

L'1 marzo è stato quindi istituito un consiglio composto da tre figure incaricate di esercitare temporaneamente i poteri della Guida Suprema fino alla scelta del successore. In base alla Costituzione iraniana, questo organismo collegiale assume le funzioni apicali dello stato durante la fase di transizione.

Ne fanno parte il presidente Masoud Pezeshkian, il capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei e l’alto esponente del clero Alireza Arafi. La loro missione è garantire continuità istituzionale in un momento segnato non solo da un passaggio di potere delicato ma anche da attacchi militari ancora in corso.

Chi sceglie la nuova Guida Suprema

La decisione finale spetta all’Assemblea degli Esperti, organismo composto da 88 alti prelati eletti con il compito di nominare la Guida Suprema. 

Questa volta, tuttavia, il contesto è molto più instabile. Gli attacchi israelo-statunitensi e la pressione internazionale potrebbero rallentare il processo decisionale, rendendo necessaria una fase di confronto più articolata all’interno dell’élite religiosa e politica.

Gli analisti sottolineano inoltre il peso dei Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, che rappresentano una delle colonne portanti del sistema. Oltre ad essere responsabili della sicurezza nazionale e dell’ordine interno, esercitano un’influenza significativa nelle dinamiche di potere e potrebbero avere un ruolo decisivo nella fase di transizione.

L’ipotesi di un cambio di regime

Sul piano internazionale, la crisi ha riacceso il dibattito su un possibile cambio di regime. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha invitato apertamente la popolazione iraniana a rovesciare il governo. "Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo. Sarà vostro. Questa sarà, probabilmente, la vostra unica possibilità per generazioni", ha dichiarato in un video pubblicato su Truth Social.

Nonostante alcune manifestazioni di esultanza registrate dopo la morte di Khamenei, al momento non emergono segnali di defezioni significative all’interno delle forze di sicurezza o delle élite del potere. La struttura statale appare ancora compatta.

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