02 Mar, 2026 - 14:25

Pd e Iv promuovono (con riserva), M5S e Avs criticano: l’Iran mette a nudo le fragilità del centrosinistra

Pd e Iv promuovono (con riserva), M5S e Avs criticano: l’Iran mette a nudo le fragilità del centrosinistra

L’unità del campo largo inciampa ancora una volta sulla politica estera. L’operazione preventiva di USA e Israele in Iran sta facendo riemergere le differenze tra i partiti che compongono la coalizione progressista.

Dall’Ucraina al Venezuela, fino all’Iran, il centrosinistra italiano si è sempre ritrovato spaccato sulle questioni internazionali più spinose.

Al centro di questa frattura si trovano, da una parte, forze come Pd e Italia Viva, che pur critiche verso l’operato del governo italiano e sulle modalità adoperate da Usa e Isreale hanno riconosciuto elementi positivi nell’operazione contro il regime degli Ayatollah.

Dall’altra, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) che criticano apertamente ogni forma di intervento militare unilaterale e l’attuale politica internazionale degli Stati Uniti e di Israele.

PD e IV: promuovono con riserva l’operazione Usa in Iran

Nel centrosinistra, Italia Viva è tra i sostenitori di una lettura in parte favorevole all’attacco contro l’Iran. In particolare Matteo Renzi è stato, tra i leader di centrosinistra, quello che ha espresso la posizione più netta:

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Il mondo senza Khamenei è un posto migliore. E la situazione in Iran non può che migliorare.”

Renzi ha difeso la scelta di Trump sulle operazioni contro il regime teocratico, ribadendo un giudizio complessivo positivo sull’eliminazione di figure chiave del regime.

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Trump ha torto sui dazi, ha torto sul rapporto con l'Europa, ha torto sulle violenze inflitte da Ice ai cittadini americani, ha torto sulla spavalda negazione della verità. Ma su Maduro e Khamenei io non critico Trump, tutt'altro: lo ringrazio.

 Allo stesso tempo, Italia Viva ha confermato il proprio impegno civile, aderendo alla manifestazione “Con gli iraniani per un Iran libero” a Roma, con una delegazione guidata da Ivan Scalfarotto per sostenere soprattutto donne e giovani iraniani nella loro lotta contro la repressione.

Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein ha espresso, invece, una posizione più sfumata forse per evitare di evidenziare la frattura con gli alleati. Schlein ha definito Ali Khamenei “un dittatore sanguinario di cui non sentiremo la mancanza”, riconoscendo la gravità del regime iraniano, ma ha anche sottolineato:

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Al contempo noi riteniamo sbagliate e pericolose le azioni militari unilaterali che violano il diritto internazionale e scavalcano ogni sede multilaterale. 

Più chiara, invece, è la posizione della vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno che ha dichiarato senza ma:

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Quando viene deposto un dittatore, è sempre un giorno di festa per il mondo libero. La libertà non è mai un dettaglio della storia: è la sua direzione naturale. Il desiderio di libertà del popolo iraniano saprà ora indicare la strada per una stagione nuova”.

M5S e Avs: posizione critica e contraria a interventi unilaterali

Diversa è la risposta del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), che hanno criticato apertamente l’azione di Stati Uniti e Israele e condannato ogni possibile legittimazione di strumenti militari.

La senatrice M5S Mariolina Castellone ha sottolineato come l’attacco “sgretoli il diritto internazionale”, aggiungendo che la repressione dei diritti da parte di Teheran non può essere affrontata ricorrendo a ulteriori violenze simili. 

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“Nessuno può simpatizzare per il regime di Teheran, per il modo in cui soffoca i diritti e reprime nel sangue gli oppositori. Ma combattere l’oppressione sopprimendo a nostra volta il diritto internazionale significa solo aggiungere caos al caos.

Ha concluso.

Sulla stessa lunghezza d’onda, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs che hanno definito inaccettabile l’operazione di Usa e Israele e hanno esortto il governo italiano debba distaccarsi da una politica di dominio militare e lavorare per ricostruire il ruolo dell’ONU e del diritto internazionale.

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Ancora una volta Israele e Usa fanno carta straccia del diritto internazionale. Il bombardamento dell'Iran è inaccettabile e senza giustificazioni e avrà come unico effetto quello di destabilizzare ancora di più la regione a pochi giorni dallo scoppio della guerra tra Afghanistan e Pakistan.

Per il segretario di +Europa, Riccardo Magi, l’attacco di Usa e Israele all’Iran “è fuori dal diritto, dalle regole Onu e dalle leggi internazionali.”

Perché la politica estera rappresenta il tallone d’Achille della coalizione riformista?

Questa nuova spaccatura sul caso Iran conferma come la politica estera sia un nodo critico per il campo largo, dove le posizioni sono quasi sempre distanti.

La difficoltà di trovare una posizione unitaria tra forze che tendono a leggere gli stessi fatti in chiave molto diversa – Pd e Iv che, pur criticando il governo Meloni, concedono un mezzo plauso alla fine di un regime repressivo; e M5S e Avs che rigettano qualsiasi intervento militare unilaterale – rischia di indebolire la coalizione agli occhi degli elettori, specie in un contesto internazionale così volatile.

La capacità di trovare una sintesi tra le differenti posizioni rimane dunque una delle prove più impegnative per la leadership di Elly Schlein e per la tenuta dell’intero campo riformista.

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