A ventuno giorni dall'apertura delle urne per il referendum sulla riforma della giustizia di Nordio, arriva il sondaggio che segna la svolta.
Finora, il fronte del Sì alla separazione delle carriere e al sorteggio per la composizione del Csm è stato sempre dato avanti.
Ma ora una rilevazione di YouTrend per Sky Tg24 cambia completamente lo scenario.
Secondo quest'analisi, infatti, il No avrebbe completato la rimonta e, addirittura, nel caso di bassa affluenza alle urne, supererebbe nettamente il Sì.
Già nei giorni scorsi la maggior parte degli analisti si è trovata d'accordo nel sostenere che meno persone andranno a votare, più il No avrebbe possibilità di prevalere.
Ebbene, stando a YouTrend, questo risultato è ormai scontato.
Con un'affluenza bassa (nei giorni scorsi, altre analisi avevano fissato la soglia del 46%), il No vincerebbe nettamente con il 53,1% a fronte del 46,9% del Sì.
La "remuntada" di chi non vuole la riforma Nordio, quindi, sarebbe completa e si consoliderebbe se si considera che all'11 febbraio, sempre in caso di bassa affluenza, rimanendo a YouTrend, il No era in vantaggio solo con il 51,1% e che il 20 febbraio la percentuale era salita al 51,5%.
Fatto sta che la partita rimane apertissima. Questo perché la stessa rilevazione YouTrend con un'affluenza alta vedrebbe le stesse, identiche possibilità per i due fronti: 50 a 50.
Anche in questo caso, però, la rimonta del No è del tutto evidente: l'11 febbraio, con un'affluenza alta, per YouTrend il Sì si sarebbe imposto con il 52,6%; il 20 febbraio con il 51%.
Il sondaggio della svolta è datato 27 febbraio su dati raccolti su un campione di 809 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia coinvolti il 24 e 25 febbraio.
Il margine d'errore è del 3,4%.
A una ventina di giorni dal referendum, quindi, già si sa che più persone andranno a votare, maggiori saranno le possibilità del fronte del Sì di affermarsi e, soprattutto, che a fare la differenza potrebbe essere quella fetta di elettorato di centrosinistra che promuove la riforma Nordio considerando la separazione delle carriere un risultato bipartisan.
Nei giorni scorsi, un sondaggio aveva indicato che il 15% dell'elettorato del Pd ma soprattutto il 25% di quello del Movimento Cinque Stelle sarebbero pronti a voltare le spalle a Elly Schlein e Giuseppe Conte votando a favore della riforma del governo Meloni.
Sotto l'aspetto politico, quindi, l'uomo che potrebbe diventare davvero decisivo paradossalmente è Beppe Grillo: il 25% dei sostenitori del M5S in disaccordo con la linea di Conte è il suo zoccolo duro. E l'ex Elevato sul referendum del 22 e 23 marzo ancora non si è espresso...