"Stop alla violenza sui giovani". Paolo Sarullo l'ha detto forte e chiaro dal palco dell'Ariston, di fronte a milioni di telespettatori, durante la terza serata del Festival di Sanremo 2026: quello che è successo a lui non deve accadere a nessun altro.
Aggredito per un monopattino nel 2024 e rimasto tetraplegico, dopo mesi di coma e tre delicatissimi interventi neurochirurgici, Paolo, oggi 25enne, ha voluto lanciare un messaggio di coraggio e fiducia nel futuro.
Così ha realizzato il suo desiderio, espresso settimane prima durante un'intervista a "Storie Italiane" su Rai Uno e promosso anche tramite una raccolta firme su change.org, arrivata a oltre 38mila sostenitori.
Carlo Conti ha annunciato il collegamento con Paolo, che segue un complesso percorso riabilitativo presso il Centro Don Gnocchi a La Spezia, sottolineando come, data l'impossibilità per lui di spostarsi, è stato il Festival ad andare da lui.
"Qual è il tuo messaggio, dopo quello che ti è successo?", gli ha chiesto. Paolo non ha avuto alcuna esitazione: "Stop alla violenza sui giovani".
"È vero che in questi giorni ti sei alzato e hai fatto qualche piccolo passo?" ha poi domandato il conduttore, emozionando il pubblico. "Sì", ha risposto Paolo, che ha poi intonato il ritornello di "Balorda nostalgia", canzone di Olly, vincitrice della kermesse nel 2025. Proprio sulle note del suo cantante preferito, Paolo si era risvegliato dal coma.
È stato uno dei momenti più intensi della terza serata: l'appello di #PaoloSarullo, tetraplegico a causa di una aggressione: "stop alla violenza sui giovani, non si molla un ca..o".#Tg1 pic.twitter.com/acZCxzoxbm
— Tg1 (@Tg1Rai) February 27, 2026
Carlo Conti gli ha anche chiesto se avesse perdonato i suoi aggressori. Paolo ha confermato di sì, tra gli applausi del pubblico, affermando che se li incontrasse, direbbe loro: "Non deve più accadere a nessuno".
In chiusura al collegamento, infine, l’augurio del direttore artistico del Festival: «Mi raccomando, non mollare". E lui: «Un c***o. Non si molla un ca**o!" Parole che hanno strappato a tutti un sorriso, e che hanno messo in luce tutta la forza di Paolo.
Da una storia Instagram è poi arrivata anche la risposta di Olly: "Hai ragione Paolo, non si molla un ca**o mai".

La Fondazione "Uniti per Paolo", nata proprio per promuovere prevenzione, educazione e supporto alle famiglie colpite dalla violenza giovanile, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno reso realtà il sogno di Paolo. Evidenziando come non si può continuare a rimanere indifferenti di fronte a questo problema.
Se Paolo ha saputo perdonare i propri aggressori, impegnando la sua vita per questa battaglia, allora tutti possono fare qualcosa. La sorella Rossella Lamarra l'aveva raccontato anche in un'intervista a TAG24.
Per la Fondazione, quello di ieri "non è un punto di arrivo: ma un punto fermo e solido di partenza".