27 Feb, 2026 - 16:26

Protesta dei tifosi laziali, nel mirino Lotito e Forza Italia: timori nel partito per il referendum

Protesta dei tifosi laziali, nel mirino Lotito e Forza Italia: timori nel partito per il referendum

La protesta dei tifosi della S.S. Lazio contro il loro presidente Claudio Lotito potrebbe avere conseguenze sul referendum sulla giustizia? L’ipotesi, certamente, ha iniziato a preoccupare i dirigenti di Forza Italia.

La frattura tra il presidente del club – e senatore di FI - e una parte della tifoseria appare ormai profonda e insanabile. Dopo aver lanciato una raccolta firme — sottoscritta da oltre 45mila sostenitori — per chiedere la cessione della società o un cambio di rotta nella gestione sportiva, i tifosi biancocelesti hanno avviato un boicottaggio delle partite in casa del club, lasciando gli spalti dell’Olimpico semivuoti nelle ultime due gare di Serie A, contro il Genoa e l’Atalanta. Ma non solo.

Manifesti contro Forza Italia a Roma

Dalla dimensione sportiva la contestazione si è allargata rapidamente anche al terreno politico, finendo per coinvolgere direttamente Forza Italia. Da settimane i profili social del partito sono sommersi dai commenti dei tifosi laziali, che rilanciano l’appello al boicottaggio con lo slogan “Boicotta Forza Italia affinché Lotito se ne vada”.

La protesta, dal digitale, è infine arrivata anche nelle strade della Capitale: da ieri, a Roma e in provincia, sono comparsi manifesti con il simbolo del partito barrato e la scritta “Finché c’è Lotito non avrete il nostro voto”.


Il silenzio del partito

“Mischiare politica e sport è la cosa più sbagliata che si possa fare. Saranno tifosi della Roma…”, ha commentato stamattina Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Camera, tifoso della Lazio.

Un tentativo di sdrammatizzare, coerente con la strategia scelta dai forzisti in queste settimane: non alimentare lo scontro, non rispondere alle polemiche sui social e ribadire, se necessario, la distinzione tra la contestazione sportiva e le dinamiche politiche. Una linea che, finora, non ha però rallentato l’azione dei tifosi biancocelesti, proseguita tra pressioni sui social e affissione di manifesti.

La raccolta firme contro Lotito

Che la contestazione a Lotito sia rimasta del tutto fuori dal perimetro politico, peraltro, non è esatto. La petizione online che chiede al presidente della Lazio di fare un passo indietro è stata firmata anche da autorevoli esponenti pubblici, seppure chiaramente a titolo personale.

Tra questi, Fabrizio Alfano, capo ufficio stampa di Palazzo Chigi e collaboratore della presidente del Consiglio Giorgia Meloni; Mauro Mazza e Angelo Mellone, rispettivamente ex direttore del Tg Rai e attuale responsabile del Day Time Rai; Alessandro Di Battista, ex esponente di spicco del Movimento 5 Stelle; Andrea Stroppa, referente italiano di Elon Musk; Federico Palmaroli (Osho), vignettista vicino al centrodestra. Insomma: in molti, anche nomi noti, hanno scelto di metterci la faccia.

Il possibile impatto sul referendum

La tenacia con cui i tifosi laziali stanno portando avanti la protesta — e soprattutto il fatto che siano stati loro a coinvolgere direttamente Forza Italia — lascia poco spazio ai tentativi di minimizzare. Dietro le quinte del partito, la preoccupazione per gli effetti che la vicenda potrebbe avere si avverte con chiarezza, anche perché nella prossima consultazione referendaria sulla riforma della Giustizia Forza Italia è la forza politica che ha investito maggiormente, a livello di impegno e di iniziativa, nella campagna per il Sì.

Una contestazione di questo tipo, pur nata per ragioni extrapolitiche, non può non suscitare attenzione, soprattutto in una fase in cui la partita si fa più complessa e i sondaggi delineano un sostanziale testa a testa tra fronte del Sì e fronte del No. Un equilibrio, dunque, da monitorare con cautela.

 

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