L'ex presidente sudcoreano, Yoon Suk-yeol, è stato condannato all’ergastolo da un tribunale di Seul, riconosciuto colpevole di aver orchestrato un’insurrezione.
Yoon Suk Yeol è stato condannato all'ergastolo per aver orchestrato un’insurrezione nel tentativo di imporre un regime militare.
Il tribunale di Seul ha stabilito che Yoon ha cercato di rovesciare la Costituzione il 3 dicembre 2024, mobilitando le forze militari per isolare l’Assemblea Nazionale e ordinando l’arresto di esponenti politici. Secondo il giudice presidente Ji Gwi-yeon, queste azioni hanno gravemente compromesso la democrazia sudcoreana e meritano una punizione severa.
L'ex presidente della Corea del Sud aveva imposto la legge marziale nella serata del 3 dicembre, per poi revocarla poche ore dopo. Questa decisione, secondo la corte, rappresenta un momento critico nella crisi costituzionale che ha portato alla sua destituzione.
Durante il processo, Yoon ha difeso le sue azioni come un atto legittimo volto a proteggere lo stato e la costituzione, nonostante le accuse di sovversione. Ha sostenuto che la sua decisione era motivata dall’ostruzione del governo da parte dei partiti di opposizione. Secondo l’ex presidente, l’ordine era necessario “per proteggere la libertà e la sovranità del popolo e per preservare la nazione e la sua costituzione”.
Il caso ha profondamente scosso il paese, causando un caos politico e sollevando interrogativi sul futuro della democrazia sudcoreana.
Due alti funzionari sudcoreani sono stati condannati a pene detentive per il loro ruolo nell’insurrezione. Nel mese di gennaio, l’ex primo ministro Han Duck-soo è stato condannato a 23 anni di carcere, mentre l’ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun, che aveva suggerito a Yoon di dichiarare la legge marziale, è stato condannato a 30 anni di carcere.
I pubblici ministeri avevano richiesto la pena di morte per Yoon Suk Yeol. Tuttavia, in Corea del Sud non è stata eseguita alcuna condanna capitale dal dicembre 1997.