I pubblici ministeri della Corea del Sud hanno richiesto la condanna a morte per l’ex presidente Yoon Suk Yeol. Yoon è stato accusato di aver guidato un’insurrezione legata al fallito tentativo di legge marziale del dicembre 2024. Il processo a Seul ha visto arringhe conclusive che dipingono l’ex leader sudcoreano come il capo di un caos politico breve ma destabilizzante.
Yoon Suk Yeol ha imposto la legge marziale nella serata del 3 dicembre 2024, bloccando l’accesso al Parlamento. La mossa rischiosa è durata solo sei ore, tuttavia, ha portato alla destituzione di Yoon e ad un cambio di potere.
L’affidamento del potere alle autorità militari ha scatenato reazioni immediate da parte del Parlamento, e i legislatori hanno sfidato i cordoni militari, tenendo una sessione d’urgenza per annullare l’ordine. Yoon è stato arrestato il 15 gennaio 2025.
L’accusa di “capo di un’insurrezione”, la più grave nel codice penale sudcoreano, prevede la pena di morte o l’ergastolo.
Yoon nega le accuse a suo carico e definisce l’imposizione della legge marziale come un gesto simbolico, volto ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sudcoreana contro le azioni del partito di opposizione.
Durante le ore di tensione successive all’imposizione della misura straordinaria, nessuno è stato ucciso. Tuttavia, i pubblici ministeri sostengono che l’intento fosse violento, nonostante l’assenza di vittime.
Il caso di insurrezione accorpa procedimenti contro l’ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun e il capo della polizia Cho Ji-ho, due figure di spicco dell’amministrazione dell’ex presidente.
Il verdetto è atteso per febbraio 2026.
Il processo segna un momento critico per la democrazia sudcoreana, riecheggiando traumi passati di instabilità militare e mettendo alla prova i limiti della giustizia nei confronti di ex leader, in un contesto di profonda polarizzazione politica.
La Corea del Sud non esegue condanne capitali da 30 anni. Nel 1996, Chun Doo-hwan fu condannato a morte per il golpe del 1979, pena poi commutata in ergastolo. Yoon, detenuto da mesi, affronta altri procedimenti con richieste fino a dieci anni di carcere per ostruzione; il verdetto finale potrebbe unificare i casi principali.