Anti-eroe, occhi che brillano nel buio e un universo sci-fi sporco e brutale: il franchise di "The Chronicles of Riddick" è uno di quei cult che negli anni ha costruito una fanbase fedelissima. Ma quanti film ci sono davvero? Qual è l’ordine corretto per vederli? E cosa bisogna sapere prima di lanciarsi in una maratona interstellare con Vin Diesel?
Se ti stai facendo queste domande, sei nel posto giusto. Qui trovi guida completa, ordine di visione consigliato e curiosità che ogni fan dovrebbe conoscere. Preparati: si parte per un viaggio tra pianeti ostili, prigioni infernali e profezie galattiche.
Il franchise cinematografico di Riddick è composto da tre film già usciti tra il 2000 e il 2013, più un quarto capitolo ufficialmente in produzione. Ecco i titoli in ordine di uscita:
A questi si aggiunge il film animato "The Chronicles of Riddick: Dark Fury", che funge da ponte narrativo tra il primo e il secondo capitolo, ampliando l’universo e approfondendo la trasformazione del personaggio.
Ma la saga non si ferma qui. È ufficialmente in sviluppo anche "Riddick: Furya", quarto capitolo scritto e diretto da David Twohy, con il ritorno di Vin Diesel nei panni dell’anti-eroe dagli occhi luminosi. La sceneggiatura è pronta da anni e la produzione è stata avviata, anche se non è ancora stata annunciata una data di uscita ufficiale.
In sintesi: la saga conta tre film distribuiti al cinema, un film animato di raccordo e un quarto capitolo in lavorazione. Non più una semplice trilogia compatta, ma un universo sci-fi in espansione che promette di riportare Riddick alle sue origini su Furya.
L’ordine migliore per guardare il franchise è quello cronologico di uscita, che coincide anche con la linea temporale principale della storia.
Si parte con "Pitch Black". Qui conosciamo Riddick come un criminale pericoloso, trasportato su un’astronave che precipita su un pianeta desertico. Il film è un mix di tensione, horror e fantascienza minimalista. È qui che nasce il mito: un uomo spietato, ma capace di sorprendere con un codice morale tutto suo.
Dopo il primo capitolo, puoi inserire "Dark Fury". Questo film animato approfondisce gli eventi immediatamente successivi a "Pitch Black" e prepara il terreno per il salto di scala narrativo del secondo episodio.
Si prosegue con "The Chronicles of Riddick", che cambia completamente registro. L’universo si espande, entrano in scena i Necromonger e la mitologia dei Furyan. Riddick non è più solo un sopravvissuto: diventa una figura chiave in una profezia galattica. Il tono è più epico, visivamente ambizioso, quasi fantasy nello spirito.
Infine, si chiude con "Riddick" (2013). Questo terzo film riporta la saga a un’atmosfera più simile a "Pitch Black": ambientazione isolata, creature letali, caccia all’uomo. Dopo gli eventi monumentali del secondo capitolo, Riddick si ritrova di nuovo solo contro tutti.
Volendo, puoi anche fare una visione tematica: prima i film più "intimi" ("Pitch Black" e "Riddick"), poi l’epica centrale del secondo capitolo. Ma per capire davvero l’evoluzione del personaggio, l’ordine di uscita resta il più efficace.
Il franchise di Riddick non è una classica saga sci-fi patinata. È sporca, violenta, fisica. Il personaggio interpretato da Vin Diesel è un anti-eroe puro: parla poco, osserva molto e sopravvive grazie all’istinto e a una ferocia controllata.
Un elemento chiave è la sua identità di Furyan, introdotta soprattutto nel secondo film. Questa componente mitologica trasforma la storia in qualcosa di più grande: non solo fuga e sopravvivenza, ma destino e potere. Se ami le saghe con world-building stratificato, "The Chronicles of Riddick" è il capitolo più ricco.
Altro dettaglio importante: ogni film ha un tono diverso. "Pitch Black" è quasi un horror claustrofobico. "The Chronicles of Riddick" è un’opera sci-fi epica con eserciti, religioni fanatiche e battaglie spaziali. "Riddick" del 2013 torna alle radici, puntando su tensione e brutalità.
Questa oscillazione di stile può sorprendere chi si aspetta una continuità estetica totale. In realtà è proprio questa metamorfosi a rendere il franchise interessante: Riddick si adatta all’ambiente, e il film si adatta a lui.
Dal punto di vista produttivo, la saga è anche un esempio curioso di resilienza hollywoodiana. Il secondo film, molto ambizioso, non ottiene l’exploit commerciale sperato. Eppure il personaggio resta così popolare da riportare il franchise in vita quasi dieci anni dopo con il terzo capitolo, realizzato con un budget più contenuto ma grande libertà creativa.
Infine, preparati a un protagonista fuori dagli schemi. Riddick non cerca redenzione classica, non vuole salvare l’universo per altruismo. Agisce per sopravvivere, per vendetta, per istinto. E proprio per questo funziona.