Il 17 febbraio 2026 si è svolto a Ginevra il secondo round di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare di Teheran. Sebbene le parti abbiano registrato alcuni progressi e definito principi di base per un possibile accordo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha precisato che l’intesa non è imminente.
Si è tenuto, il 17 febbraio, il secondo round di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran sul nucleare. Le delegazioni statunitense e iraniana hanno tenuto incontri separati con il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al Busaidi, presso il consolato dell'Oman a Ginevra.
La delegazione iraniana era guidata dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e quella americana da Steve Witkoff e Jared Kushner.
Dopo settimane di tensioni, i primi colloqui indiretti tra le parti si sono tenuti il 6 febbraio in Oman, con al centro il programma nucleare iraniano. Tuttavia, non è stata registrata una svolta nella questione.
In vista dei colloqui, il 16 febbraio, il ministro degli Esteri iraniano ha incontrato il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), Rafael Grossi.
Dopo i colloqui del 17 febbraio, Araghchi ha affermato che "è iniziato il percorso per un accordo". Sebbene abbia indicato che ci sono stati passi avanti nei negoziati, ha affermato che questo non vuol dire che un accordo sul programma nucleare dell’Iran sia imminente. Le parti dovrebbero ancora lavorare su diversi temi.
"Posso dire che, rispetto all'ultimo round, abbiamo avuto discussioni molto serie e c'era un'atmosfera costruttiva in cui abbiamo scambiato i nostri punti di vista", ha affermato Araghchi.
Non è stata ancora fissata la data dei prossimi colloqui. Entrambe le parti svilupperanno bozze di testo per un futuro accordo prima di fissare una data.
Secondo quanto riportato da Al Jazeera, il ministro degli Esteri iraniano ha criticato il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall'accordo sul nucleare iraniano (JCPOA), nel 2018, definendolo una "chiara violazione di un accordo approvato a livello internazionale".
Araghchi ha criticato anche gli attacchi di Israele e Stati Uniti contro l’Iran nel giugno 2025.