Futuro Nazionale di Roberto Vannacci debutta sulla scena politica italiana. Fratelli d'Italia subisce una battuta d'arresto. La Lega scivola sempre più in basso e Forza Italia ne approfitta a differenza del centrosinistra che resta nel suo limbo.
L'effetto Vannacci scombussola il centrodestra dopo lunghi mesi di relativo immobilismo, ridisegnando equilibri che sembravano cristallizzati.
Con il suo addio alla Lega, l'ex generale della Folgore ha avuto quanto meno il merito di smuovere le acque nel panorama politico nazionale.
E' questo il dato politico più rilevante evidenziato dalla nuova supermedia Youtrend basata sui sondaggi nazionali delle ultime due settimane.
Ecco nel dettaglio cosa è cambiato nelle intenzioni di voto degli italiani rispetto alla rilevazione del 29 gennaio (precedente al debutto del partito di Vannacci) e perchè la partita per le politiche 2027 è più aperta che mai.
Il dato più rilevante è senza dubbio l'arretramento di Fratelli d'Italia che resta il primo partito ma perde lo 0,2%, scendendo al 29,7%. Una perdita contenuta che, tuttavia, rappresenta un campanello d'allarme per Giorgia Meloni.
A preoccupare però è soprattutto la Lega che ha perso lo 0,7% scendendo pericolosamente sotto l'8% (7,4%) registrando la flessione più marcata della settimana. Un dato che potrebbe essere collegato proprio all’ingresso di FN, il partito di Vannacci che debutta al 2,9%.
Il partito del Generale sembra intercettare parte quella parte di elettorato della Lega e di FdI che non si riconosce nella destra moderata di governo.
Forza Italia, invece, cresce al 9,1% (+0,5), tornando sopra la soglia psicologica del 9% e consolidando il proprio ruolo di secondo partito della coalizione, ma soprattutto sembra cominciare a capitalizzare il consenso tra gli elettori del centro moderato.
Un risultato che rafforza la leadership azzurra in quell'area e compensa solo in parte le perdite degli alleati.
Nel complesso, la coalizione di centrodestra (FdI, FI, Lega e Noi Moderati all’1,1%, in lieve calo) resta competitiva, ma mostra crepe evidenti. L’arrivo di FN potrebbe rendere più complessa la gestione degli equilibri politici futuri.
???? #Supermedia Youtrend per @Agenzia_Italia dei sondaggi (e variazione rispetto al 29 gennaio 2026):
— Youtrend (@you_trend) February 12, 2026
FdI 29,7% (-0,2)
PD 22,1% (-0,1)
M5S 12,0% (-0,4)
FI 9,1% (+0,5)
Lega 7,4% (-0,7)
AVS 6,3% (-0,2)
Azione 3,2% (+0,3)
FN 2,9% (nuovo)
IV 2,3% (=)
+E 1,7% (-0,2)
NM 1,1% (-0,1) pic.twitter.com/YVPI1XA8e1
Sul fronte opposto, il Partito Democratico si attesta al 22,1% (-0,1), un dato sostanzialmente stabile. Il PD rimane secondo partito nazionale, ma non riesce ad accorciare significativamente le distanze da Fratelli d’Italia.
Il Movimento 5 Stelle scende al 12,0% (-0,4), perdendo quasi mezzo punto. Anche Alleanza Verdi e Sinistra cala al 6,3% (-0,2). Si tratta di arretramenti contenuti, ma che nel complesso segnalano una leggera difficoltà dell’area progressista nel capitalizzare le incertezze del centrodestra.
Nel campo centrista, Azione cresce al 3,2% (+0,3), mentre Italia Viva resta stabile al 2,3%. +Europa scende all’1,7% (-0,2).
Se si considera un’alleanza ampia tra PD, M5S, AVS e forze centriste, l’area di centrosinistra si avvicina complessivamente alle percentuali del centrodestra. Tuttavia, la frammentazione e le diverse sensibilità politiche restano un nodo strategico decisivo.
Se si votasse oggi, il centrodestra partirebbe ancora in vantaggio numerico complessivo. Sommando FdI (29,7%), FI (9,1%), Lega (7,4%) e Noi Moderati (1,1%), la coalizione tradizionale si colloca intorno al 47%.
L’eventuale collocazione di FN (2,9%) sarebbe determinante: se si integrasse nell’area, il centrodestra supererebbe il 49%, rafforzando la propria posizione.
Il centrosinistra “largo” — PD (22,1%), M5S (12,0%), AVS (6,3%), IV (2,3%) e +Europa (1,7%) — arriverebbe invece al 44,4%.
Un dato che rende la competizione molto più equilibrata rispetto al passato recente, ma che allo stesso tempo evidenzia l'incapacità del centrosinistra di capitalizzare il momento no del centrodestra per avvicinarsi alla coalizione di maggioranza.
In conclusione, la Supermedia evidenzia una fase di transizione.
L’ingresso di FN rappresenta la vera novità politica: un fattore che potrebbe ridisegnare gli equilibri, soprattutto nell’area conservatrice.