12 Feb, 2026 - 10:15

Confini blindati e espulsioni lampo: il governo ora fa sul serio e approva la linea dura sui migranti

Confini blindati e espulsioni lampo: il governo ora fa sul serio e approva la linea dura sui migranti

Dopo la stretta su manifestazioni e l'ordine pubblico, il governo Meloni ha approvato il terzo disegno di legge del cosiddetto pacchetto sicurezza, quello sui migranti. 

Blocco navale, espulsioni più facili e rimpatri più veloci sono i cardini del provvedimento approvato nella serata di ieri – mercoledì 11 febbraio 2026 – dal Consiglio dei Ministri insieme all'adozione delle disposizioni per l'attuazione del Patto dell'UE sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024. 

L'approvazione del decreto è stato commentato con soddisfazione dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha parlato di “promessa mantenuta” in un video messaggio postato sui social.

"I numeri che abbiamo raggiunto in questi anni, -60% di sbarchi, +55% di rimpatri, ci incoraggiano a fare ancora meglio e vogliamo farlo".

Ecco, allora, cosa prevede il nuovo il nuovo disegno di legge in materia di immigrazione e protezione internazionale approvato ieri dall'esecutivo Meloni. 

Blocco navale e rimpatri lampo: cosa prevede il decreto sicurezza approvato in Cdm

Il decreto legge migranti è composto da due parti: la prima introduce norme immediatamente operative, la seconda delega il Governo ad adottare entro sei mesi decreti legislativi per recepire direttive UE e adeguarsi ai regolamenti europei.

Tra le misure più controverse vi è il blocco navale, finalizzato a contrastare l’immigrazione illegale e a difendere i confini nazionali.

Il blocco prevede il divieto di ingresso o attraversamento delle acque territoriali italiane fino a 12 miglia nautiche. Può essere disposto dal Consiglio dei Ministri per motivi di sicurezza nazionale.

È attivabile in caso di rischio terroristico, pressione migratoria straordinaria, emergenze sanitarie o grandi eventi. Si applica a navi straniere, incluse ONG e imbarcazioni di trafficanti o migranti irregolari.

Il decreto dedica ampio spazio a rimpatri ed espulsioni. Introduce il rimpatrio accelerato alla frontiera verso Paesi sicuri, anche prima dell’ingresso nel territorio italiano. Prevede trasferimenti in Paesi terzi con accordi bilaterali, come l’Albania.

Per le domande di asilo respinte da Paesi sicuri è prevista una procedura rapida entro tre mesi, con possibile detenzione e rimpatrio immediato. 

Viene ampliato l’elenco dei reati che comportano l’espulsione dello straniero. È prevista una procedura accelerata per l’espulsione di detenuti stranieri. Tra i reati rientrano violenza o minaccia a pubblico ufficiale e delitti contro ordine pubblico, persona e patrimonio. È prevista l’espulsione anche per rivolte o violenze nei centri per migranti.

Infine, si introduce una stretta sui ricongiungimenti familiari, con criteri più rigorosi per accertare legami reali e integrazione, escludendo chi sia socialmente pericoloso.

Meloni sui social: “Promessa mantenuta. Faremo ancora meglio”

Inizialmente la stretta sui migranti avrebbe dovuto essere inserita nel decreto sicurezza approvato la scorsa settimana, ma i fatti di Torino con gli scontri al corteo per Askatasuna di sabato 31 gennaio hanno spinto il governo a scorporare le nuove norme per preparare un disegno di legge ad hoc.

Nel dl approvato ieri hanno trovato posto misure molto controverse come il blocco navale nelle acque italiane per imbarcazioni considerate sospette. Una norma antiscafisti che ha suscitato aspre polemiche perchè considerata da molti anti-ong.

Per la presidente Meloni l'introduzione del blocco navale è una promessa mantenuta del governo.

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E' una opzione compatibile con le nuove regole europee, che l'Italia ha contribuito a formare, a dimostrazione che tutto il lavoro che abbiamo fatto finora sta imprimendo una svolta totale nella gestione del fenomeno in Europa. 

Tra l'altro, il provvedimento prevede "procedure più veloci per espellere gli stranieri condannati, ma si ampliano anche i casi in cui si può espellere uno straniero che delinque, aggiungendo reati come violenza a pubblico ufficiale, riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia: se vuoi vivere in Italia devi rispettare le leggi dello Stato italiano".

Ha sottolineato Meloni che poi ha lanciato un appello al Parlamento ad approvare velocemente le norme – che tuttavia entreranno in vigore già con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – senza rinunciare a punzecchiare la sinistra.

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“Noi ce la stiamo mettendo tutta, speriamo solo che tutti facciano la loro parte senza creare ostacoli fantasiosi e dal chiaro sapore ideologico.

Destra compatta, opposizioni all’attacco: scontro sulle nuove norme

La maggioranza difende il ddl migranti come misura di sicurezza e coerenza europea.

Antonio Tajani rivendica:

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Blocco navale in caso di minaccia grave alla sicurezza nazionale, nuove regole nei centri di permanenza, espulsione immediata per i condannati per reati gravi. Sono queste le novità più importanti contenute nel disegno di legge approvato dal governo, in linea con il Patto europeo sulla migrazione e l'asilo e con il voto del Parlamento europeo che ha indicato la lista dei Paesi di origine sicuri.

Per il governo, quindi, il provvedimento rafforza controlli ed espulsioni nel quadro delle decisioni UE.

Maurizio Lupi sottolinea la priorità del contrasto ai trafficanti:

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“La lotta al traffico di esseri umani ed agli scafisti della morte è una priorità, per questo siamo favorevoli al blocco navale che, oltre a limitare i traffici di questi mercanti senza scrupoli, farà diminuire gli incidenti e le morti in mare.

L’opposizione critica invece metodo e priorità del governo. Riccardo Magi denuncia:

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Sto approfondendo i contenuti del nuovo ddl migranti appena varato dal consiglio dei ministri. Ad una prima lettura balza subito agli occhi all'art. 17 una cosa che seppure formulata in modo poco chiaro sembra inaudita e anche incostituzionale, vale a dire una limitazione dei poteri ispettivi dei parlamentari all’interno dei Cpr.

E avverte:

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Ci opporremo strenuamente a ogni tentativo del genere, chiediamo al governo di chiarire e ai presidenti delle Camere di attivarsi immediatamente per tutelare le prerogative parlamentari”.

Angelo Bonelli attacca sul piano politico e sociale:

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Il governo Meloni continua a usare il tema dell’immigrazione per non parlare dei veri problemi degli italiani.

Accusa l’esecutivo di alimentare “propaganda e slogan securitari” mentre il Paese affronta crisi su sanità, salari e clima.

Critica inoltre il “cosiddetto 'modello Albania' definendolo costoso e inefficace.
Conclude che "L’Italia ha bisogno di scelte serie su sanità, lavoro, stipendi, ambiente."

Per l’opposizione, quindi, il ddl rappresenta una distrazione dai problemi economici e sociali; per la maggioranza, è uno strumento necessario di sicurezza e gestione dei flussi migratori.

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