Il governo Meloni ha approvato il decreto sicurezza in Consiglio dei Ministri, un pacchetto di misure contro criminalità diffusa, baby gang e disordini urbani.
Il testo, corretto dopo rilievi del Quirinale, introduce norme su prevenzione, armi bianche e ordine pubblico, con entrata in vigore immediata.
Ecco i dettagli principali del testo su cui tanto ha puntato la premier.
Il decreto prevede un "accompagnamento" o un fermo preventivo fino a 12 ore in caserma per persone sospette durante manifestazioni, se munite di caschi, volto coperto o armi, per accertamenti di polizia. Ma il Pm deve essere informato e può ordinare il rilascio immediato.
Viene introdotto il divieto assoluto di portare coltelli con lama di oltre 5 cm (acuminata, a scatto o farfalla). Nel caso il reo sarà punito con la reclusione da 1 a 3 anni.
C'è, inoltre, il divieto di lame di oltre 8 cm senza motivo giustificato.
Nel caso di minorenni, multe da 200 a 1.000 euro ai genitori o tutori. Arresto facoltativo in flagranza anche per minori con coltelli, più divieto di vendita online ai minori sanzionato fino a 3.000 euro.
Altre novità: zone rosse prefettizie contro illegalità ripetuta, con daspo per pregiudicati; sanzioni per chi non ferma all'alt polizia (fino a 5 anni); ammonimenti questore estesi a minori da 12 anni per lesioni o minacce con armi. Espulsioni facilitate per stranieri recidivi e blocco navale per minacce sicurezza.
Lo "scudo penale" iniziale per agenti è stato stralciato e sostituito da un registro separato per reati con "causa di giustificazione", evitando impunità generalizzata.
Il Quirinale, con Sergio Mattarella, ha imposto correzioni su fermo preventivo (richiedendo indizi concreti e controllo Pm, non arbitrio), scudo penale (per rischi costituzionali) e rimozione cauzione per organizzatori cortei e "legge salva Almasri" (per incostituzionalità e trattati internazionali).
Queste modifiche evitano uno scontro istituzionale: il governo ha accolto i rilievi dopo incontri con sottosegretario Mantovano, trasformando il testo in dl per una risposta più rapida anche dopo i fatti di Torino.
Giorgia Meloni ha definito le norme "strategiche" contro la criminalità giovanile, tutt'altro che uno spot elettorali. Il pacchetto, inoltre, rafforza i poteri di polizia e dell'antimafia, con fondi 50 milioni di fondi predisposti per le zone rosse attorno alle stazioni.