06 Feb, 2026 - 15:16

Famiglia uccisa dal monossido a Lucca, un indirizzo sbagliato ha rallentato i soccorsi: cosa sappiamo

Famiglia uccisa dal monossido a Lucca, un indirizzo sbagliato ha rallentato i soccorsi: cosa sappiamo

Ci sarebbe un indirizzo sbagliato dietro al ritardo che lo scorso 4 febbraio ha impedito ai soccorritori di salvare Arti Kola, la moglie Jonida e i due figli, Hajdar e Xhesika, morti per intossicazione da monossido di carbonio nella loro abitazione di via Galgani, a Rughi, una frazione di Porcari, in provincia di Lucca. 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel corso della sua chiamata al 112, il giovane Hajdar avrebbe comunicato il civico 168, mentre quello reale era il 186, a circa 300 metri di distanza. Quando l'ambulanza è arrivata sul posto, ha avuto quindi bisogno di rivolgersi ai carabinieri per risalire al luogo corretto.

La chiamata al 112 e l'errore del numero civico

"Mia sorella sta male, non sappiamo cos'ha", avrebbe detto il ragazzo agli operatori. Erano le 19:58 di mercoledì. In pochi minuti, mentre era ancora al telefono, la situazione sarebbe precipitata: anche lui e i genitori avrebbero iniziato a sentirsi poco bene.

Prima di perdere conoscenza, Hadjar avrebbe giusto fatto in tempo a dire: "Siamo in via Galgani al numero 168". L'indirizzo sbagliato: l'abitazione si trova al numero 186. Quando l'ambulanza è arrivata e non li ha trovati, ha contattato i carabinieri, che hanno coinvolto anche il fratello di Arti. 

L'ingresso in casa e i soccorritori intossicati

L'ingresso in casa è avvenuto solo due ore dopo la telefonata, intorno alle 21:45, quando per i quattro componenti della famiglia non c'era ormai più nulla da fare.

I loro corpi sono stati ritrovati nella stanza di Jessica, al secondo piano della villetta. Poi anche i soccorritori intervenuti hanno iniziato ad accusare giramenti di testa e difficoltà respiratorie.

Sia loro che Durim Kola sono stati trasportati in ospedale; quando è stato dimesso ed è tornato a casa, l'uomo, contattato dai giornalisti, ha dichiarato: "Non sono riuscito a salvarli". 

Indaga la Procura: verifiche sulla caldaia

La Procura di Lucca ha sequestrato l'appartamento e avviato tutti i rilievi del caso. Nel mirino, in particolare, la caldaia situata all'interno della casa, che - per motivi ancora da chiarire, forse un problema di montaggio o di manutenzione - avrebbe perso monossido di carbonio. 

È lutto, intanto, a Porcari, dove la famiglia - arrivata in Italia da diversi anni - era conosciuta e benvoluta. "Un dolore per tutti", come ha detto il sindaco Leonardo Fornaciari, ricordando che "nel febbraio del 1992" si era verificato "un fatto identico". 

L'ipotesi di reato del fascicolo aperto dai magistrati è di omicidio colposo plurimo contro ignoti. Non si esclude che sui corpi potranno essere eseguite le autopsie. Solo dopo ci sarà il nulla osta e potranno essere organizzati i funerali. 

LEGGI ANCHE