04 Feb, 2026 - 11:05

Triplice omicidio nei boschi dei Nebrodi, c'è un indagato: chi è e quali sono le ipotesi sul movente

Triplice omicidio nei boschi dei Nebrodi, c'è un indagato: chi è e quali sono le ipotesi sul movente

Potrebbe essere vicino a una svolta il caso dei tre cacciatori trovati morti nei boschi dei Nebrodi lo scorso 28 gennaio. Dopo aver escluso la pista del duplice omicidio-suicidio, gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati il quarto uomo che la mattina della tragedia sarebbe stato presente, che sostiene di essersi allontanato prima della sparatoria. Restano da chiarire ancora la dinamica e il movente.

Chi è l'indagato e perché è finito al centro dell'inchiesta

A finire nel mirino degli inquirenti è stato l'amico di Antonio Gatani, una delle tre vittime. L'ipotesi è che l'uomo si trovasse sul luogo della tragedia anche se, ascoltato dopo il ritrovamento dei corpi da parte di un motociclista, aveva raccontato di essere uscito per andare a caccia insieme all'82enne, salvo poi lasciarlo da solo.

Gli inquirenti avrebbero già sequestrato i suoi fucili oltre alle armi possedute legalmente da una serie di amici e compagni di caccia. L'obiettivo è sottoporle all'analisi del Ris di Messina, che dovrà chiarire se i proiettili eventualmente sparati siano compatibili con le ferite riportate dai cacciatori morti.

La dinamica dei fatti: i corpi in fila, la sequenza degli spari

Secondo quanto emerso finora, i tre cadaveri sono stati trovati a circa trenta metri di distanza l'uno dall'altro, in una zona particolarmente impervia del bosco. Il primo a essere individuato è stato Giuseppe Pino, seguito dal fratello Davis e infine da Gatani. Tutti e tre avevano ancora accanto i rispettivi fucili; tutti e tre sarebbero stati colpiti frontalmente. Saranno le perizie balistiche a stabilire l'esatta sequenza degli spari, facendo luce anche sull'arma o le armi utilizzate. 

Le ipotesi sul movente: una lite o un errore durante la caccia

Al momento le piste al vaglio degli investigatori sono due. La prima riguarda un possibile errore di caccia: Gatani potrebbe aver ferito per sbaglio uno dei fratelli Pino, scatenando la reazione dell'altro. A quel punto, il quarto uomo presente sul posto potrebbe aver risposto al fuoco per "eliminare" l'ultimo testimone. La seconda ipotesi è quella di una lite degenerata.

Secondo questa ricostruzione, i fratelli Giusepe e Davis sarebbero entrati in una zona che Gatani e il suo amico ritenevano "riserva" di caccia, ambita per la presenza di suini neri. A quel punto, i quattro avrebbero discusso, fino al tragico epilogo. Da capire perché il cane di Gatani sia rimasto chiuso in auto, senza scendere, come confermato dal collare gps.

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