Resteranno sotto sequestro per ulteriori accertamenti le salme dei tre cacciatori trovati senza vita in un bosco nel territorio di Montagnareale, sui monti Nebrodi, nel Messinese, lo scorso 28 gennaio. L'autopsia eseguita all'ospedale "Papardo" di Messina ha escluso in modo netto che uno tra Antonio Gatani, Giuseppe e Davis Pino si sia suicidato dopo aver colpito gli altri due, rafforzando l'ipotesi di un quarto uomo presente al momento della tragedia.
La decisione di non riconsegnare le salme ha comportato il rinvio dei funerali, già programmati per i prossimi giorni. Per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, l'autorità giudiziaria potrebbe però aver bisogno di ulteriori verifiche.
Gli esami eseguiti dal professor Alessio Asmundo insieme al medico legale Giovanni Andò, integrati da una Tac, hanno fornito per il momento alcune certezze, lasciando irrisolte altre questioni che solo la perizia balistica potrà chiarire.
Stando a quanto emerso finora, tutte e tre le vittime sarebbero state colpite frontalmente e nessuna si sarebbe sparata autonomamente: circostanza che ha portato a escludere l'ipotesi - avanzata in un primo momento - di un duplice omicidio-suicidio.
Il servizio realizzato da Emanuela Corsi per l'emittente locale Siciliaweb - 1 febbraio 2026.
Antonio Gatani, 82 anni, residente a Patti, e i due fratelli Giuseppe e Davis Pino, di 44 e 26 anni, erano stati trovati morti a distanza di circa 30 metri l'uno dall'altro, con i fucili accanto ai corpi, lo scorso 28 gennaio.
A dare l'allarme sarebbe stato un motociclista di passaggio e non, come inizialmente riportato da più fonti, un amico di Gatani che era solito andare a caccia con lui. Quest'ultimo è comunque stato ascoltato.
Riferendo che anche quella mattina era partito con l'82enne per una battuta di caccia, salvo poi lasciarlo da solo. Una versione che non ha convinto del tutto gli inquirenti: pur non essendo indagato, la sua posizione resta al vaglio.
Soprattutto dopo l'esclusione di un omicidio-suicidio e il rafforzamento dell'ipotesi della presenza di un quarto uomo sulla scena del crimine.
Si attendono, per maggiori risposte, i risultati della perizia balistica affidata al Ris di Cagliari, ma anche quelli dell'analisi dei tabulati telefonici relativi ai cellulari che si sono agganciati alle celle che coprono la zona intorno a Montagnareale la mattina del delitto.
Il procuratore capo di Patti, Angelo Cavallo, e il comandante provinciale dei carabinieri di Messina, Lucio Arcidiacono, mantengono il massimo riserbo sulle indagini. Non è escluso che possano esserci sviluppi a breve.